Visualizzazione post con etichetta cretini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cretini. Mostra tutti i post
mercoledì 9 gennaio 2019
venerdì 16 dicembre 2016
Consigli di fine anno ... se dovete proprio regalare qualcosa, regalate libri (ma anche qualcos'altro)! - Quarta
Qualcosa di più hard-boiled, magari un po' oltre i cinquanta euro che erano il limite per il regalino-però-importante-che-non-delude, cercando di mantenere un criterio di facile accessibilità all'acquisto (e quindi Amazon) se non per casi particolarissimi.
Da anni si constata che i fotofonini stanno progressivamente erodendo gli spazi di quelle che erano le point&shoot (anzi, quelle più economiche viaggiano verso l'estinzione) e vi è una sempre maggiore condivisone di tecnologie tra i due sistemi: touchscreen, wi-fi, bluetooth sono sempre più diffusi negli apparecchi fotografici, obbiettivi ben migliori dei primi sistemi menisco+lente di campo, sensori più grandi, elaboratori di immagine dedicati e distinti dal processore principale negli smartphone. Qualcuno certamente ricorda che ne avevo parlato a Mesagne nel Settembre del 2012, allora presentandoli come sistemi emergenziali o per lo scouting, ma dimostrando che negli anni successivi (ora siamo nel 2016, e lo possiamo ben verificare) l'utilizzo sarebbe diventato concorrenziale.
Per un perito, la acquisizione, la elaborazione e la archiviazione delle immagini è una competenza fondamentale a cui nessun professionista può sottrarsi. Se, da un lato, il lavoro viene svolto con l'utilizzo di strumentazione adeguata, esiste una zona intermedia, variamente corposa secondo i settori, nei quali è estremamente utile la disponibilità di un sistema sempre-con-me, piccolo, relativamente economico ma decentemente performante: nel nostro caso, una compatta (secondo la definizione merceologica) che possa essere tenuta sempre in borsa (evitate le tasche, se volete definirvi professionisti).
Il mercato è abbastanza ampio, in questo settore, seppure si senta la mancanza di alcune caratteristiche dello strumento da scouting: ad esempio, sono rarissimi gli apparecchi che utilizzano batterie standard (ricordate la Caplio R1V ?), reperibili in ogni dove, o un delay dello scatto o di altre operazioni (spegnimento, accensione) ridotto (sempre ricordando la Caplio R1V).
Ai fini dell'acquisizione delle immagini di documenti e scritture, in fase di scouting non è particolarmente rilevante la possibilità di eseguire macrofotografie propriamente dette, quanto quella di riprendere una area minima intorno ai 7x10cm con buona planareità, all'ingrandimento 2:1 o 3:1 ci si giunge in fase di editing, considerata la buona qualità dei sensori correnti.
Da anni si constata che i fotofonini stanno progressivamente erodendo gli spazi di quelle che erano le point&shoot (anzi, quelle più economiche viaggiano verso l'estinzione) e vi è una sempre maggiore condivisone di tecnologie tra i due sistemi: touchscreen, wi-fi, bluetooth sono sempre più diffusi negli apparecchi fotografici, obbiettivi ben migliori dei primi sistemi menisco+lente di campo, sensori più grandi, elaboratori di immagine dedicati e distinti dal processore principale negli smartphone. Qualcuno certamente ricorda che ne avevo parlato a Mesagne nel Settembre del 2012, allora presentandoli come sistemi emergenziali o per lo scouting, ma dimostrando che negli anni successivi (ora siamo nel 2016, e lo possiamo ben verificare) l'utilizzo sarebbe diventato concorrenziale.
Per un perito, la acquisizione, la elaborazione e la archiviazione delle immagini è una competenza fondamentale a cui nessun professionista può sottrarsi. Se, da un lato, il lavoro viene svolto con l'utilizzo di strumentazione adeguata, esiste una zona intermedia, variamente corposa secondo i settori, nei quali è estremamente utile la disponibilità di un sistema sempre-con-me, piccolo, relativamente economico ma decentemente performante: nel nostro caso, una compatta (secondo la definizione merceologica) che possa essere tenuta sempre in borsa (evitate le tasche, se volete definirvi professionisti).
Il mercato è abbastanza ampio, in questo settore, seppure si senta la mancanza di alcune caratteristiche dello strumento da scouting: ad esempio, sono rarissimi gli apparecchi che utilizzano batterie standard (ricordate la Caplio R1V ?), reperibili in ogni dove, o un delay dello scatto o di altre operazioni (spegnimento, accensione) ridotto (sempre ricordando la Caplio R1V).
Ai fini dell'acquisizione delle immagini di documenti e scritture, in fase di scouting non è particolarmente rilevante la possibilità di eseguire macrofotografie propriamente dette, quanto quella di riprendere una area minima intorno ai 7x10cm con buona planareità, all'ingrandimento 2:1 o 3:1 ci si giunge in fase di editing, considerata la buona qualità dei sensori correnti.
Fatti salvi i parametri generali di scelta (sostanzialmente il sensore più grande, in dimensioni non in pixel) si dovrebbe già decidere tra piccola reflex a obbiettivi intercambiabili, mirrorless a obbiettivi intercambiabili, le c.d. bridge, ovvero le compatte propriamente dette - ovviamente, sempre meglio la reflex, una entry level ha costo inferiore e prestazioni complessive migliori a una mirrorless ultimo modello di costo anche quadruplo.
Però, qui stiamo parlando del regalino, non dello strumento, tema compatta da scouting.
Il mio esempio è la Sony DSC WX350, considerata su Amazon: prezzo al di sotto dei 250€, sensore CMOS Exmor R® da 7,76 mm (1/2,3"), zoom ottico (solido vetro) 20x (25-500mm equivalenti sul 35mm), 100-12800 ISO, wi-fi, stabilizzazione ottica. Nulla di più, ma sopratutto nulla di meno.
Ritorniamo allora ai libri.
Il manuale di Francesco Buffa, Firme elettroniche e grafometriche, è un riassunto aggiornato al regolamento EIDAS (in vigore in Italia dal 1° Luglio scorso). Testo giuridico, non tecnologico, per inquadrare correttamente il problema della firma grafometrica e la validità del documento elettronico.
Ancora,un compendio tra il bel libro e il libro professionalmente utile sono le opere di Edward Tufte. L'ultimo della serie è il Beautiful Evidence:
4 - sequitur ?
mercoledì 14 dicembre 2016
Consigli di fine anno ... se dovete proprio regalare qualcosa, regalate libri (ma anche qualcos'altro)! - Terza
Oltre l'Alpe e il Mar ch'intorno bagna c'è l'universo mondo; anche lì le public pense que le graphologue peut s'improviser expert en écritures et que |'expert en ecritures est forcément graphologue. ll s'agit en fait de deux domaines, qui, bien que bases sur |'examen des graphismes, sont étrangers l'un a |'autre et totalement différents. Cette confusion est trop souvent entretenue par Ies magistrats eux-memes qui appliquent a Ia mission de vérication d'écritures, |'appel|ation d‘expertise graphologique, source de quiproquos. (Buquet, Graphologie de Personnalité ed d'Identification, ESP, Paris 1997).
Poco nota in Italia è la scuola iberica, se non per sporadiche citazioni di Maurizio Xandró o di Julian de Ajuriaguerra.
La globalizzazione ci viene d'aiuto, portando in Italia (via Amazon) i testi della scuola di Barcellona, tutti o quasi da Herder (se fate un salto da quelle parti, andate anche e sopratutto in libreria - da Alibri, Balmes 26, di lato all'Universitat de Barcelona), assai interessanti.
Tra i francesi, mi sento di segnalare Le trait en graphologie: Indice constitutionnel di Fanchette Lefebure e Claude Van den Broek d'Obrenan (anche se non è una novità, questa edizione è del 2006)
en français, ovviamente - se lo desiderate in italiano, fate una petizione ad Elena Bracci Testasecca presso la Epsylon, che ci ha già riportato in italiano il Peugeot-Lombard-de Noblens:
oltre allo Psicopatologia e Scrittura di di Florence Witkowski:
Il Buquet citato in apertura lo trovate, con molta pazienza, solo presso le librerie residuali e antiquarie.
Ci vuole molta pazienza, e molti cioccolatini per alimentarla: se siete a Roma, i cioccolatini andate a prenderli a via Clisio 5 (piazza Istria/piazza Verbano), da Leonidas:
3 - sequitur
martedì 13 dicembre 2016
Consigli di fine anno ... se dovete proprio regalare qualcosa, regalate libri (ma anche qualcos'altro)! - Secondo
Cosa regalare a una/un collega ... ?
Qualcosa di fuori dal mainstream dei maestri residenziali, utile (o almeno, utilizzabile), non eccessivamente oneroso?
La sempre gradita Sheila Lowe, almeno per chi sa di cosa si parla, quelli che invece no si offenderanno e lo scopo sarà sempre raggiunto. The Complete Idiot's Guide to Handwriting Analysis, seconda edizione - handwriting analysis si traduce con grafologia, graphology da quelle parti è la grafomanzia, grazie alle comparsiste televisive.
I link vanno sempre su Amazon.
Altro suggerimento è Image à charge, la construction de la preuve par l'image, catalogo dell'omonima mostra sulla evoluzione della fotografia criminalistica, a partire dalle codifiche di Bertillon. Inestimabile.
Infine, se proprio preferite lo strumento, il piccolo scanner portatile della Doxie, una replica dell'ormai quasi introvabile mini scanner di HP - minore risoluzione ma più veloce e con la finestra posteriore aperta in modo da consentire di "centrare" l'oggetto (e di far entrare luce parassita, ma si suppone che vada in mano a chi lo sa usare e sfruttare). Costo limitato, leggero, relativamente robusto. Funziona in stand alone, non collegato a un computer, le immagini vengono salvate su una scheda SD ed ha alcune funzioni di elaborazione interna, come la riunione delle singole levate in una immagine unica.
2 - sequitur
lunedì 12 dicembre 2016
Consigli di fine anno ... se dovete proprio regalare qualcosa, regalate libri ! - Primo
Comincerei dai fondamentali, gli immensi Fruttero&Lucentini: ristampata negli Oscar Mondadori La Trilogia del Cretino (La prevalenza del cretino, 1985, il successivo La Manutenzione del Sorriso, 1988, e conclusa [?] con Il ritorno del Cretino del 1992) con il titolo distillato Il Cretino (forse qualcuno temeva che il titolo originale non fosse adeguatamente percepito) - lettura chiaramente obbligatoria.
Un riferimento più learned, di dimensioni adatte ad ogni taschino, è On Bullshit di Harry G. Frankfurt, ora in paperback :
.... e per chi ha la volontà di andarlo a cercare, Gli Imbecilli, di Giovanni Papini, uno degli ultimi Millelire di Stampa Alternativa. Costa troppo poco per essere ancora in libreria, mica sono cretini, quelli. Lo si trova ancora direttamente dall'editore, o dai pochi, rari librai sopravvissuti ai governi precedenti.
Della felicità dell'imbecille si parlava, per l'appunto.
1 - sequitur
mercoledì 12 novembre 2014
Calligrafico! ...
Calligrafico!
L'insulto più comune nelle controdeduzioni in perizia grafica, con buon distacco su tutti gli altri - e non solo perché rientra nello scrimine degli artt. 51 e 598 c.p.
Ma i calligrafi veri, avevano già ben chiaro tutto il problema.
Non
è già sul raffronto della struttura delle singole lettere che deve
volgere unicamente i suoi Studi per dedurre la falsità o la genuinità
del carattere; giacché, se si procedesse in tal guisa, le perizie
grafiche, il più delle volte, anziché servire alla giustizia come mezzo a
scoprire la verità, finirebbero a riuscire comode ai falsari. Di fatti
se uno sciagurato che abbia versatilità e spiccate attitudini di mano,
volesse compromettere un onest’uomo, non gli riuscirebbe difficile di
ottenere il suo intento, quando la perizia grafica basasse sopra le
somiglianze estrinseche delle scritture.
Ben fatto che un contraffattore adopera tutta la sua abilita a riprodurre il meglio possibile la forma delle altrui scritture; per la stessa ragione che l’autore di un’alterazione ha interesse di svisare la propria scrittura e toglierle i termini necessari agli studi comparativi. Perciò se nella superficiale somiglianza o divergenza della configurazione delle lettere si fondasse il giudizio peritale, sarebbe molto pericoloso l'affidarsi al verdetto che ne risulterebbe.
[…]
È noto che la scrittura d’ ognuno, in ispecie se corrente o corsiva, è una produzione naturale della mano che agisce a norma della sua Speciale organizzazione e d’inveterata abitudine. Ogni mano di scritto ha agenti suoi propri, i quali determinano la caratteristica di quella scrittura: così la Voce ha agenti suoi propri che influiscono sul'articolazione, producendo quelle individuali maniere per cui la Voce di ognuno e chiaramente distinta dalla Voce degli altri.
Non può darsi per conseguenza che scritture di diverse mani siano tra loro sostanzialmente uguali, come non può darsi che i tratti del viso di una persona siano identici a quelli di un altra. Risulta adunque, che ogni scrittura ha una sua speciale fisionomia, la quale, malgrado le eventuali modificazioni od alterazioni dell’età, o delle infermità, non può a meno di palesarsi. E appunto come la fisionomia di un individuo che, inoltrandosi negli anni, o avendo patite sofferenze, ha alterate le fattezze del viso, è macilento; ma non per questo egli ha mutato il proprio tipo individuale, da rendersi ai fatto irriconoscibile.
Pertanto alle superficiali rispondenze nella struttura delle lettere il perito non attribuirà che un valore secondario, e vorrà volgere invece tutta la sua attenzione sopra dati di ben maggiore importanza.
[…]
Benché i migliori riconoscano che l’arte peritale grafica consiste nella disamina delle caratteristiche sopra enunciate, pure non è raro il caso di sentire nelle pubbliche udienze sostenere una tesi calligrafica, basando i giudizi su certi rilievi accessori, sul superficiale aspetto della conformazione di qualche lettera, e su certi particolari di poco o di nessun valore intrinseco; e se la facondia dell'espositore è tale da impressionare chi lo ascolta, pur troppo l' effetto è ottenuto, e si riesce a conclusioni contrarie alla realtà dei fatti.
Ben fatto che un contraffattore adopera tutta la sua abilita a riprodurre il meglio possibile la forma delle altrui scritture; per la stessa ragione che l’autore di un’alterazione ha interesse di svisare la propria scrittura e toglierle i termini necessari agli studi comparativi. Perciò se nella superficiale somiglianza o divergenza della configurazione delle lettere si fondasse il giudizio peritale, sarebbe molto pericoloso l'affidarsi al verdetto che ne risulterebbe.
[…]
È noto che la scrittura d’ ognuno, in ispecie se corrente o corsiva, è una produzione naturale della mano che agisce a norma della sua Speciale organizzazione e d’inveterata abitudine. Ogni mano di scritto ha agenti suoi propri, i quali determinano la caratteristica di quella scrittura: così la Voce ha agenti suoi propri che influiscono sul'articolazione, producendo quelle individuali maniere per cui la Voce di ognuno e chiaramente distinta dalla Voce degli altri.
Non può darsi per conseguenza che scritture di diverse mani siano tra loro sostanzialmente uguali, come non può darsi che i tratti del viso di una persona siano identici a quelli di un altra. Risulta adunque, che ogni scrittura ha una sua speciale fisionomia, la quale, malgrado le eventuali modificazioni od alterazioni dell’età, o delle infermità, non può a meno di palesarsi. E appunto come la fisionomia di un individuo che, inoltrandosi negli anni, o avendo patite sofferenze, ha alterate le fattezze del viso, è macilento; ma non per questo egli ha mutato il proprio tipo individuale, da rendersi ai fatto irriconoscibile.
Pertanto alle superficiali rispondenze nella struttura delle lettere il perito non attribuirà che un valore secondario, e vorrà volgere invece tutta la sua attenzione sopra dati di ben maggiore importanza.
[…]
Benché i migliori riconoscano che l’arte peritale grafica consiste nella disamina delle caratteristiche sopra enunciate, pure non è raro il caso di sentire nelle pubbliche udienze sostenere una tesi calligrafica, basando i giudizi su certi rilievi accessori, sul superficiale aspetto della conformazione di qualche lettera, e su certi particolari di poco o di nessun valore intrinseco; e se la facondia dell'espositore è tale da impressionare chi lo ascolta, pur troppo l' effetto è ottenuto, e si riesce a conclusioni contrarie alla realtà dei fatti.
da Sul
valore delle Perizie Calligrafiche, considerazioni di Giovanni Thevenet
- Stabilimento Tipografico Ditta Giacomo Agnelli, Milano 1885
venerdì 14 giugno 2013
Consigli per gli acquisti ...
Qualche suggerimento, utile a predisporre l'animo alla controdeduzione verso l'opera altrui, specie se scarsa, pallida, assorta.
Comincerei dai fondamentali, immensi Fruttero & Lucentini : introvabile ormai La Trilogia del cretino, formata da La
prevalenza del cretino (del 1985), dal successivo La manutenzione del sorriso (del 1988) e conclusa [?] con Il ritorno del cretino (del 1992), ci resta Il Cretino in Sintesi ove distillano e danno forma imperitura alla figura.
Lo trovate su ibS a nove euro - lettura chiaramente obbligatoria.
Un riferimento sintetico, di dimensioni adatte ad ogni taschino, è il saggio On Bullshit di Harry G. Frankfurt...
....surrogabile, per chi ha la volontà di andarlo a cercare, con Gli Imbecilli, di Giovanni Papini, tra gli ultimi Millelire di Stampa Alternativa.
Costa troppo poco per figurare in una libreria, figuriamoci. Lo si
trova direttamente dall'editore, o dai pochi, rari librai sopravvissuti ai governi precedenti. Della felicità dell'imbecille si parlava, per l'appunto.
Il cretino, l'imbecille, il cialtrone, non muoiono, non si diradano, non si nascondono.
Appena usito per Laterza, la Fenomenologia del Cialtrone - come riconoscere i buoni anulla capaci di tutto, di Andrea Ballarini : che frequentiate semplici dilettanti o sofisticati professionisti della
cialtroneria, troverete in questo libro preziose indicazioni per
relazionarvi con queste temibili, ma affascinanti, creature senza farvi
troppo male. Se, invece, pensate di non aver bisogno di consigli, allora cominciate a
preoccuparvi: perché nessuno è immune dai cialtroni. Essi vivono fra
noi e, talvolta a nostra insaputa, sono noi.
martedì 16 agosto 2011
La permanenza dei documenti - I
Domanda tecnica, il risvolto politico lasciamolo di lato, per ora: quanto dura un processo in Italia, o meglio e più direttamente, per quanto tempo qualcuno dovrà leggere quello che avete scritto per il magistrato o per la parte, magari in appello o in ricelebrazione dell'appello dopo un rinvio (magari anche due) da Cassazione ?
Ancora, poco tempo fa ho accennato, attraverso una recentissima di Cassazione, sulla possibilità di ricelebrare un processo a seguito di una nuova possibilità di analisi scientifica degli elementi di prova, non disponibile al momento del processo di cui si chiede la revisione.
Ecco, gli elementi di prova, gli atti, le perizie precedenti, li ritroveremo belli ordinati ed immediatamente accessibili, in tanti begli scatoloni messi in fila, all'asciutto e senza polvere, come nel (brutto) enlatado Cold Case ?
Sale sulle ferite: e se magari gli elementi di prova, o le analisi, sono state conservate su supporti magnetici o stampati su carta termica?
Quante volte ve li siete trovati già davanti ?
Chi ricorda ancora le sigle mhv, smi, smo, lbm ? Avete una vaga idea di come leggere un nastro Geloso, un Betamax, anche un semplice VHS e di come riversarlo su un supporto corrente ?
In teoria, per quanto promettono, tra poco dovremmo avere il processo telematico, e comunque prima o poi si dovrà consegnare almeno la relazione in forma digitale (quale non si sa, ancora, ed i precedenti con la PEC lasciano mal sperare).
Ma, tra qualche anno potremo accedere ai files depositati oggi o domani, così come (non) risuciamo ad accedere a quelli di qualche anno fa?
Torniamo alla carta? Avete presente quei carissimi fogli appiccicosi e polverosi per stampante a getto di inchiostro, che dicevano "per stampe fotografiche", che andavano di moda qualche anno fa ?
Dopo qualche mese, ancor meno se conservati in ambiente umido o a contatto con carte acide o con solventi (la colla delle rilegature), questi sfarinavano, o nella meno disastrosa delle ipotesi i colori viravano verso il blu o il giallo, sino a scomparire del tutto. Wilhelm sembrava che l'avessi letto solo io, qualche anno fa, e temo che la faccenda non sia migliorata.
Contattiamo il perito del tempo, e vediamo se ha il supporto digitale della perizia. Come no : trentasei floppy da tre e mezzo (quelli che sganasciavano nel lettore), fatti forse in windows 3.11, con un programma che si chiamava ... chi se lo ricorda, me lo diede l'amico dell'amica, coi filename a cinque caratteri, eccetera.
Io ho le fotografie dei miei trisnonni, sparsi tra Cortale, Torino, Belluno, Bologna, Firenze. Ho i film in 8mm girati negli anni sessanta. Ho libri del seicento. Ho lettere scritte da Nadar al mio prozio.
Ancora, poco tempo fa ho accennato, attraverso una recentissima di Cassazione, sulla possibilità di ricelebrare un processo a seguito di una nuova possibilità di analisi scientifica degli elementi di prova, non disponibile al momento del processo di cui si chiede la revisione.
Ecco, gli elementi di prova, gli atti, le perizie precedenti, li ritroveremo belli ordinati ed immediatamente accessibili, in tanti begli scatoloni messi in fila, all'asciutto e senza polvere, come nel (brutto) enlatado Cold Case ?
Sale sulle ferite: e se magari gli elementi di prova, o le analisi, sono state conservate su supporti magnetici o stampati su carta termica?
Quante volte ve li siete trovati già davanti ?
Chi ricorda ancora le sigle mhv, smi, smo, lbm ? Avete una vaga idea di come leggere un nastro Geloso, un Betamax, anche un semplice VHS e di come riversarlo su un supporto corrente ?
In teoria, per quanto promettono, tra poco dovremmo avere il processo telematico, e comunque prima o poi si dovrà consegnare almeno la relazione in forma digitale (quale non si sa, ancora, ed i precedenti con la PEC lasciano mal sperare).
Ma, tra qualche anno potremo accedere ai files depositati oggi o domani, così come (non) risuciamo ad accedere a quelli di qualche anno fa?
Torniamo alla carta? Avete presente quei carissimi fogli appiccicosi e polverosi per stampante a getto di inchiostro, che dicevano "per stampe fotografiche", che andavano di moda qualche anno fa ?
Dopo qualche mese, ancor meno se conservati in ambiente umido o a contatto con carte acide o con solventi (la colla delle rilegature), questi sfarinavano, o nella meno disastrosa delle ipotesi i colori viravano verso il blu o il giallo, sino a scomparire del tutto. Wilhelm sembrava che l'avessi letto solo io, qualche anno fa, e temo che la faccenda non sia migliorata.
Contattiamo il perito del tempo, e vediamo se ha il supporto digitale della perizia. Come no : trentasei floppy da tre e mezzo (quelli che sganasciavano nel lettore), fatti forse in windows 3.11, con un programma che si chiamava ... chi se lo ricorda, me lo diede l'amico dell'amica, coi filename a cinque caratteri, eccetera.
Io ho le fotografie dei miei trisnonni, sparsi tra Cortale, Torino, Belluno, Bologna, Firenze. Ho i film in 8mm girati negli anni sessanta. Ho libri del seicento. Ho lettere scritte da Nadar al mio prozio.
Ho le lastre (in vetro prima, in filmpack poi) delle fotografie di mio padre da piccolo, i negativi delle fotografie fatte da mio nonno nell'Unione Sovietica di Stalin, sviluppate col Rodinal e fissate in acqua e sale. Fotografie in Anscochrome, Kodachrome degli anni quaranta, un paio di foto a colori col sistema Lumiére.
Ho il testamento scritto da mio nonno al Polo (nella Tenda Rossa, affidato alla pattuglia Malmgrem, Mariano e Zappi), le cartoline del mio bisnonno, la fotografia del bisnonno Juglaris quando faceva la prima triangolazione della Sardegna.Tutti ancora perfettamente ed immediatamente leggibili, riproducibili, manipolabili. Ho il manoscritto del Minosse, il dattiloscritto e la macchina da scrivere Olympia con cui è stato battuto (perfettamente funzionante). C'è qualche atto del prozio avvocato, alcune perizie dei nonni e dei prozii, scritte a mano (al tempo obbligatorio, attenzione) o dattiloscritte.
Analogico batte digitale tre a zero? Non esattamente. Il problema è la accessibilità del software (e non mi costringete a spiegare cos'è l'open source), la scelta di formati che possano essere letti o periodicamente convertiti seguendo il progredire dell'arte (txt, rtf, PDF-A), stampare su carta non acida, con inchiostri pigmentati, conservare le cose come si deve ed eseguirne la periodica manutenzione (specie dei supporti: come ho riversato/convertito i floppy - quelli veri - da 5"1/4, così dovrò fare con gli HD da 1TB che oggi sono lo standard).
Da continuare ...
Ho il testamento scritto da mio nonno al Polo (nella Tenda Rossa, affidato alla pattuglia Malmgrem, Mariano e Zappi), le cartoline del mio bisnonno, la fotografia del bisnonno Juglaris quando faceva la prima triangolazione della Sardegna.Tutti ancora perfettamente ed immediatamente leggibili, riproducibili, manipolabili. Ho il manoscritto del Minosse, il dattiloscritto e la macchina da scrivere Olympia con cui è stato battuto (perfettamente funzionante). C'è qualche atto del prozio avvocato, alcune perizie dei nonni e dei prozii, scritte a mano (al tempo obbligatorio, attenzione) o dattiloscritte.
Analogico batte digitale tre a zero? Non esattamente. Il problema è la accessibilità del software (e non mi costringete a spiegare cos'è l'open source), la scelta di formati che possano essere letti o periodicamente convertiti seguendo il progredire dell'arte (txt, rtf, PDF-A), stampare su carta non acida, con inchiostri pigmentati, conservare le cose come si deve ed eseguirne la periodica manutenzione (specie dei supporti: come ho riversato/convertito i floppy - quelli veri - da 5"1/4, così dovrò fare con gli HD da 1TB che oggi sono lo standard).
Da continuare ...
sabato 11 settembre 2010
Da leggere
Due libri da leggere, tra una cosa e l'altra.
Il Saggio sull'arte di Strisciare, di Paul Heinrich Dietrich, barone d'Holbach (tra le altre cose uno degli enciclopedisti, ha scritto le voci di argomento geologico e mineralogico, ma anche - non citato - parti di quelle teologiche e filosofiche).
È in libreria l'edizione (bellissima) de il Melangolo, tradotta da Emanuela Schiano di Pepe (mai dimenticarsi chi traduce).
Un buon cortigiano non deve mai avere una opinione personale ma solamente quella del padrone o del ministro, e deve saperla anticipare facendo ricorso alla sagacia [...]
Altri tempi, altri luoghi.
Altro libro, A qualcuno piace uguale, di Simona Argentieri, per le Vele di Einaudi. Tra pregiudizi, confusioni ed equivoci, qualche parola dal punto di vista di una Psicoanalista.
Peccato che tra confusioni ed equivoci permanga - in copertina ! - la confusione linguistica tra viado e veado, e l'equivoco sul termine, in realtà ingiurioso, nonostante il diffuso utilizzo del termine (veado) come affermazione paradossa di identità.
venerdì 8 gennaio 2010
Consigli per gli acquisti, quarto tema: Controdedurre
Noterelle, necessarie a predisporre l'animo alla controdeduzione verso l'opera altrui, specie se scarsa, pallida, assorta.
Fruttero & Lucentini, da La Trilogia del cretino, nata con La
prevalenza del cretino (del 1985), il successivo La manutenzione del sorriso (del 1988) e conclusa [?] con Il ritorno del cretino (del 1992), nel Cretino in sintesi distillano e danno forma imperitura alla figura. Il non trascurabile fatto che la versione hardcover sia nei reimanders di ibS a sette euro e mezzo la rende lettura obbligatoria.
Un riferimento sintetico, di dimensioni adatte ad ogni tasca, è On Bullshit di Harry G. Frankfurt...
....surrogabile, per chi ha la volontà di andarlo a cercare, con Gli Imbecilli, di Giovanni Papini, tra gli ultimi Millelire di Stampa Alternativa. Costa troppo poco per figurare in una libreria, figuriamoci. Lo si trova direttamente dall'editore, o da pochi, rari librai. Della felicità dell'imbecille si parlava, per l'appunto.
E dovendo concludere, segnalo l'Agenda del Perito Grafico 201o di crimine.it, da Marisa Aloia, rivolta a quelli che operano nel campo della Grafologia Giudiziaria, e necessaria ad organizzare la nostra quotidiana sfida alle brillanti menti di cui ai precedenti consigli.
Info e quant'altro, al link sull'immagine.
Iscriviti a:
Post (Atom)






















