Una sola delle tre scritture qui illustrate è "vera"; le altre due sono ricostruite con alcuni programmi di elaborazione numerica delle immagini (disponibili nel 2005), quindi "false", almeno per le finalità che in questo momento interessano.

Ad oggi, nessuno è ancora riuscito a fornire un parere motivato su quale sia "autentica" e quali siano "false". Per chi vuole, sono sempre disponibili a richiesta le immagini in alta risoluzione.
In sintesi, non è possibile esprimere pareri completamente motivati su fotoriproduzioni : tali pareri sono sempre sottoposti ad una riserva intrinseca ed ineludibile, ed a nulla valgono le riserve platoniche che ogni tanto rispuntano dalle nebbie e atterrano su certe relazioni.
A rigore, il parere tecnico su fotoriproduzioni dovrebbe essere sempre espresso previa decisione del Giudice o del Magistrato, in merito all'origine della riproduzione in esame e note le condizioni tecnico-giuridiche al contorno, e sotto tale ipotesi (fotoriproduzione di documento che esiste nella realtà, giusta la decisione del Giudice o del Magistrato) il parere dovrebbe essere utilizzato.
Il Giudice o il Magistrato, cioè, decidono anzitutto sulla validità dell'origine di un documento fotoriprodotto, e consentono acché possa essere acquisito come elemento in verifica o (e questo è un altro aspetto troppo spesso trascurato della questione) o come elemento comparativo.
La disponibilità di documenti sintetici (rivendico la definizione), realizzabili con tecnologie immediatamente accessibili e facilmente (con la necessaria malizia) utilizzabili deve imporre a chi esegue l'accertamento tecnico ed a chi vuole avvalersene un robusto grado di prudenza. E ciò non solo, anzi, nel caso di documenti in verifica, ma sopratutto delle scritture comparative, potendo creare, confidando nella disattenzione degli operatori, un caso di falso+falso=vero: le comparative sono cioè allestite in funzione della convalida di una verifa che già si conosce falsa.