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domenica 31 luglio 2016

Come rubare una identità senza nemmeno sapere come ti chiami, o quasi

Il 26 Giugno di quest'anno 2016, Aaron Thompson, un ventitreenne di Pontiac, Michigan si accorge che non può più accedere al suo account Facebook e che la mail e il numero di telefono a questo associati sono stati cambiati.
Verificando la propria posta elettronica, ha scoperto immediatamente il motivo: un estraneo, spacciandosi per lui, ha scritto alla assistenza clienti di FB chiedendo di disattivare l'autenticazione a due fattori (che verifica l'accesso da terminali diversi da quelli già approvati) e il code generator: “Hi. I don’t have anymore access on my mobile phone number. Kindly turn off code generator and login approval from my account. Thanks.” 
La richiesta non proveniva, ovviamente, dalla mail di Aaron Thompson.
FB risponde prontamente, chiedendo la copia di un documento di identità che provi che lo scrivente sia veramente quello che dice di essere; la copia del documento (il passaporto) viene subito spedita e FB sblocca l'account, consentendo all'intruso di prenderne il controllo.
Peccato che il passaporto inviato in immagine riporti solo il nome corretto, mentre tutti gli altri dati nemmeno corrispondono.
In sostanza, FB ha consentito ad un terzo di assumere il controllo di un profilo senza altro elemento che il nome del titolare.
La vicenda è raccontata dallo stesso Thompson su Redditt - e senza quel racconto FB non avrebbe nemmeno corretto il proprio errore, a quanto si scrive. FB si scusa allegando trattarsi di un errore unmano, non avendo rispettato le ordinarie prassi di sicurezza.
Come ebbi più volte a dire, i social network are in it for the money, e così tutti gli interessati malevoli: Thompson ha una serie di pagine commerciali, altamente spendibili, quantomeno per i milioni di like che queste hanno.

Sul tema ricordo il volume di Bruce Schneier, Data and Goliath: The Hidden Battles to Collect Your Data and Control Your World, reperibile in Italia da Amazon. 


Ricordo, inoltre, un vecchio post, sulla inopportunità di lasciare in giro copie dei propri documenti di identità ... Identificazione della Clientela e Furto di Identità.


domenica 11 aprile 2010

Addio a CryptoGram in italiano


Dall'Aprile del 2010, Communication Valley, Business Unit di Security Reply, non effettuerà più il servizio gratuito di traduzione in lingua italiana della newsletter CryptoGram redatta da Bruce Schneier.  
L'ultimo numero di CryptoGram.it, del Marzo 2010, è disponibile a questo link insieme ai numeri precedenti a partire dal Settembre del 2001.
In un paese come l'Italia, in cui la sicurezza è un misto di porte chiuse, corridoi ciechi e capomanipoli di complemento in cerca di compensazioni per le proprie carenze dell'affettività, il buon senso di Schneier era necessario come e più dell'aria. Nel riquadro qui a destra, è sempre presente il widget dal blog di Schneier.
 
La newsletter CryptoGram di Bruce Schneier, Chief Security Technology Officer di BT  è sempre disponibile in inglese all'URL http://www.schneier.com/crypto-gram.html  
Questo era il paese delle tre i. Internet la si sta chiudendo, l'Inglese non lo sa nessuno (a cominciare dal capomanipolo di turno). La terza I, non ricordo più cosa volesse essere.