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mercoledì 8 luglio 2009

Sulla Trascrizione e la Traduzione dei Messaggi di Testo


Ai fini della perizia di trascrizione (ed eventualmente della connessa perizia di traduzione) di intercettazioni telefoniche, la trascrizione/traduzione dei messaggi di testo richiede attenzioni che non appaiono immediate, non solo all'apprezzamento di Giudici e Magistrati, ma anche degli Avvocati e dei colleghi.
Messaggi di testo, ovvero: SMS, MMS, e-mail, ed ogni altro protocollo che consenta lo scambio di messaggi in modalità testuale (uno dei teratomi tecnolinguistici meglio riusciti) tra dispositivi mobili o con un dispositivo mobile (uno dei terminali può essere un ordinario computer). Non solo SMS, quindi, ma anche messaggi multimediali, sessioni di chat, che coinvolgano un dispositivo mobile: un telefonino, un videofonino, uno smartphone, tutti caratterizzati dalle piccole dimensioni e da protocolli di scrittura limitati, anche nei recenti modelli con tastiera estesa.
I messaggi di testo tra (o con) un dispositivo mobile sono tutti caratterizzati dalla sintesi del testo, sia nella omissione di caratteri imposta dalla lunghezza massima del testo o dalla necessità stenografica, sia nell'uso di abbreviazioni o di stringhe simboliche, legate anche all'ambito sociale e linguistico nel quale si comunica.

L'estetica del messaggio segue sempre il contenuto del messaggio, comunque: se si ha qualcosa da dire, lo si dice efficacemente sia con un cellulare che con una Montblanc su pergamena.
NGN K T'NGN (Ovidio) ; i discorsi da tronista rimangono bullshit in qualunque modo li si presenti, senza speranza, né pietà.

Il messaggio di testo si presenta all'attenzione del perito in forma sintetizzata, rarissimi sono gli SMS scritti in italiano corretto e punteggiato (questi, anzi, sono un valido ed affidabile indice dell'età anagrafica e della cultura dello scrivente). Consideriamo anche il caso che siano scritti in lingua diversa dall'italiano, in portoghese (Br) per esempio.
Ai fini della perizia di trascrizione, il messaggio di testo non è caratterizzato dal solo contenuto (la stringa o le stringhe alfanumeriche registrate) ma anche dalla pletora di dati relativi a chi invia e a chi riceve, dall'ora di invio e da quella di ricezione, se l'SMS (ad esempio) sia stato reiterato per un tempo più o meno lungo per la irraggiungibilità del ricevente, e da tutte le informazioni accessorie. Tutti questi dati fanno parte della trascrizione, di norma.

Si abbia, per esempio, si ripete, una stringa di questo genere: PCS TFALA LOGO N PANINO BJS
Il testo riportato tal quale è privo di significato in una perizia di trascrizione, la scrittura sintetizzata deve essere interpretata e presentata per esteso, in forma ordinaria, evidenziando tutti gli aspetti connessi.
Il testo indicato come esempio, può essere interpretato come : PRECISO TE FALAR LOGO NO PANINO. BEIJOS.
Portoghese brasiliano, con una parola italiana: questo già è indizio pregnante dell'origine del messaggio.
Una volta interpretato, va tradotto, più o meno ordinariamente: DEVO PARLARTI SUBITO AL PANINO. BACI.
In tutto, una pagina piena di informazioni.

(A proposito, per le pruderie dei maligni: il messaggio è stato da me concepito al momento di scrivere il post, e non è stato estratto e non è tantomeno riconducibile a nessuno degli incarichi a me affidati. Le norme discusse nei precedenti post, sono qui rigorosamente rispettate)

domenica 17 maggio 2009

L'uso "peritale" dei fotofonini


Alcuni anni fa (2004) scrissi delle note circa la fattibilità e la convenienza dell'uso in campo peritale dei fotofonini, come allora venivano chiamati. Il termine ha avuto una via quantomai breve, ed è andato ad allargare il repertorio terminologico del settore divenuto obsoleto. Qualcuno ricorda i TVfonini, i fotopalmari e quant'altro?
L'articolo è in corso di revisione, e verrà pubblicato sul mio sito a breve.

Alcune delle caratteristiche allora evidenziate (qualità non eccelsa, possibilità di trasmettere immagini e note via MMS o posta elettronica, compattezza ed agilità generale del dispositivo) e le possibilità di utilizzo ragionevolmente possibili, valgono tuttora.
Il telefono cellulare, dotato di un apparecchio fotografico e di connettività che va dall'MMS alla navigazione in rete di alcune funzionalità di editing (prime fra tutte la possibilità di allegare commenti estesi alle immagini) se inserito in una adeguato protocollo di indagine, è uno strumento di estremo interesse.
La qualità delle immagini è mediamente aumentata: i sensori hanno ormai da tempo superato la dimensione VGA, e sono quasi sempre superiori ai 2Mpixel; si cominciano a vedere sistemi ottici complessi (vedi il Nokia N95) e non più fori stenopeici più o meno migliorati; le dimensioni dei sensori sono aumentate, gli algoritmi di compressione sono meno penalizzanti, la connettività gestisce files di maggiori dimensioni (chi si ricorda dei vecchi MMS da 49k?).
Più che la qualità dell'immagine, si osserva, in un sistema multifunzionale si cerca la versatilità e la utilizzabilità nelle condizioni più varie.
Pochi sanno, ad esempio, che pressoché tutti i sensori coprono agevolmente anche l'infrarosso vicino. Alcune variazioni (meditate) nei parametri di regolazione (luce incandescente, sensibilità...) consentono di ottenere risultati senz'altro interessanti dal punto di vista creativo, e con le dovute cautele anche in campo peritale.

Un esempio:


ottenuto con un cellulare Samsung SGH-D880 (3Mp nominali), filtro Cokin 007 (equivalente all'89B Wratten) tenuto davanti all'obiettivo, mano libera, luce solare; elaborazione successiva dell'immagine limitata al solo ridimensionamento.