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sabato 18 giugno 2022

La scomparsa del Latham 47

Alle 16:05 del 18 Giugno 1928, l'idrovolante Latham-47 con sei persone di equipaggio (Roald Amundsen, Leif Dietrichson, Emile Valette, Albert Cavelier de Cuverville, René Guilbaud e Gilbert Brazy) partì da Tromsø, in Norvegia, diretto attraverso il Mare di Barents verso le Spitsbergen, in soccorso dei naufraghi del dirigibile Italia. 
Alle 19:00 segnalarono il Rimanete in ascolto, poi più nulla.
 
La biografia di Roald Engelbert Amundsen è quella scritta da Felice Trojani per Mursia,  arrivata alla terza edizione e reperibile da Amazon e in qualsiasi altra libreria.
 
Tra i naufraghi dell'Italia cui Amundsen e il suo equipaggio accorrevano in soccorso, c'era mio nonno, l'ing. Felice Trojani, romano, ideatore dell'hangar di Ny Aalesund, e unico (insieme a Titina) ad aver avuto il coraggio di provare la cesta di ammaraggio (al largo di Civitavecchia), con la quale si intendeva far scendere una pattuglia dal dirigibile in volo al di sopra del Polo, per eseguire rilievi e campionamenti.


 



 

venerdì 27 aprile 2018

R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, la nuova edizione

 
È in queste ore nelle librerie (qui per Amazon, iBS, Hoepli - e in qualsiasi libreria fisica, esistono ancora, sapete?) la nuova edizione (2018) del volume R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, nel novantesimo della scomparsa dell'Eroe nel mare di Barents.


Felice Trojani non pretendeva scriverne una biografia, troppo vasta per essere affrontata in un piccolo volume, ma far conoscere ai giovani chi era l'Uomo che, nel lontano 1928, perse la vita accorrendo al soccorso di naufraghi italiani.
Felice Trojani era uno di questi. 
Era uno dei naufraghi del dirigibile Italia, isolati  nell'accampamento della Tenda Rossa (che rossa mai fu) sul pack; i loro SOS erano stati raccolti ed aeroplani si dirigevano verso di loro.  
Attraverso la radio di Biagi, vennero a sapere che erano in partenza da Tromsø per le Spitsbergen un bimotore francese con a bordo Amundsen, e un trimotore svedese; i naufraghi conoscevano la pericolosità del Mare di Barents e speravano che i due idrovolanti ne avrebbero effettuato la traversata di conserva.

Invece, il 18 Giugno 1928, alle 16:00, il Latham 47, pilotato da Leif Dietrichson e René Guilbaud, con a bordo Roald Amundsen ed i membri dell'equipaggio Emile Valette, Albert Cavelier de Cuverville e Gilbert Brazy partirono da soli da Tromsø, in Norvegia. 
L'ultima trasmissione, "tutto bene", fu effettuata tra le 18:45 e le 18:55, in un punto al di sotto dell'Isola degli Orsi nella cui zona fu successivamente rinvenuto da un peschereccio un frammento di galleggiante appartenente al Latham, ed un serbatoio interno, che sembrava essere stato modificato in modo da servire da galleggiante, suggerendo che almeno un membro dell'equipaggio fosse sopravissuto.


mercoledì 7 marzo 2012

Il Polo Sud, cent'anni dalla notizia



Il 7 Marzo del 1912, da Hobart, in Tasmania, partì il telegramma che annunciava al mondo la conquista del Polo Sud, avvenuta il 14 Dicembre del 1911.
In quella data, Roald Engelbert Amundsen raggiunse con i suoi compagni il Polo Sud, trentacinque giorni prima di Robert Falcon Scott. La spedizione era arrivata nella Baia di Ross il precedente 14 Gennaio 1911, a bordo della nave Fram (in italiano: "Avanti"). 
La biografia di Amundsen scritta da Felice Trojani, R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, edito da Ugo Mursia nel 1971, benché ancora in (abbondante) deposito presso l'editore, è praticamente impossibile da reperire secondo i canali tradizionali. 


Sono frequentemente avvistate su eBay alcune copie (nuove, di solito) in vendita ad un prezzo accettabile (tra i 10 e gli 12 euro, oltre alle spese postali per raccomandata). Il link che porta ad una delle ultime inserzioni che ho visto è questo .
Altrimenti, sollecitate il volume presso l'editore (a mio nome) inviando una mail a questo indirizzo. 


Felice Trojani non pretendeva scriverne una biografia definitiva, troppo vasta per essere affrontata in un piccolo volume, ma far conoscere ai giovani italiani chi fu l'Uomo che, nel lontano 1928, perse la vita muovendo al soccorso di naufraghi italiani.
Il libro è illustrato da Marcello Cassinari Vettor.
Ricordiamo che Felice Trojani era uno di coloro, per accorrere al soccorso dei quali, Roald Amundsen perse la vita.
Era uno dei naufraghi del dirigibile Italia, rimasti nell'accampamento della Tenda Rossa (che rossa mai fu) sul pack; i loro SOS erano stati raccolti ed aeroplani si dirigevano verso di loro.  Attraverso la radio di Biagi, vennero a sapere che erano in partenza da Tromsø per le Spitsbergen un bimotore francese pilotato da René Guilbaud, con a bordo Amundsen, e un trimotore svedese; i naufraghi conoscevano la pericolosità del Mare di Barents e speravano che i due idrovolanti ne avrebbero effettuato la traversata di conserva.
Invece, il 18 Giugno 1928, alle 16:00, Amundsen e i piloti francesi partirono da soli da Tromsø, in Norvegia. L'ultima trasmissione, "tutto bene", fu effettuata tra le 18:45 e le 18:55, in un punto al di sotto dell'Isola degli Orsi nella cui zona fu successivamente rinvenuto da un peschereccio un frammento di galleggiante appartenente al Latham, ed un serbatoio interno, che sembrava essere stato modificato in modo da servire da galleggiante, suggerendo che almeno un membro dell'equipaggio fosse sopravissuto.
Il  24 Agosto del 2009, era partita la spedizione della Marina Reale Norvegese, in collaborazione con il Museo dell'Aviazione di Norvegia, la Kongsberg Maritime AS e la ContextTV GmbH, con l'intento di esplorare la zona a Sud dell'Isola degli Orsi (la più meridionale delle Svalbard) nella quale si presume si sia inabissato il Latham 47 pilotato da René Guilbaud, assistito dal tenente Leif Ragnar Dietrichson, insieme a Roald Amundsen e altri tre membri dell'equipaggio.
Le ricerche sono state condotte dalla nave Tyr, utilizzando l'AUV Hugin-100MR,  un remoto capace di scendere sino ai 1000 metri di profondità e con una autonomia di ben diciotto ore. Gli organizzatori, forti di precedenti esperienze positive, si dichiaravano particolarmente ottimisti; la ricerca puntava ad individuare il motore dell'idrovolante, unico pezzo metallico di dimensioni tali da essere "visto" dalla strumentazione. Non si riteneva, infatti, che elementi in legno fossero ancora integri dopo tanto tempo sotto il mare.

Tutta la spedizione è stata documentata sul sito Search for Amundsen, al cui interno sono stati pubblicati i blog del comandante e di alcuni membri.  
Purtroppo, non si è trovata alcuna traccia del velivolo nella zona di esplorazione. O la posizione del ritrovamento del galleggiante da parte del peschereccio era viziata, e pertanto l'aereo è altrove, oppure lo sfruttamento del fondale con le reti a strascico ha distrutto e disperso quanto ancora restava della struttura.
La storia dei rapporti tra l'Italia, Umberto Nobile, Roald Engelbert Amundsen ed il sempre trascurato Lincoln Ellsworth è ben narrata ne La Coda di Minosse.

sabato 10 dicembre 2011

Amundsen, a cento anni dal Polo Sud

 
Il 14 Dicembre del 1911, Roald Engelbert Amundsen raggiunse con i suoi compagni il Polo Sud, trentacinque giorni prima di Robert Falcon Scott. La spedizione era arrivata nella Baia di Ross il precedente 14 Gennaio 1911, a bordo della nave Fram (Avanti).
La biografia di Amundsen scritta da Feice Trojani, R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, edito da Ugo Mursia nel 1971, benché ancora in (abbondante) deposito presso l'editore, è praticamente impossibile da reperire secondo i canali tradizionali.
Sono frequentemente avvistate su eBay alcune copie (nuove, di solito) in vendita ad un prezzo accettabile (tra i 10 e gli 12 euro, oltre alle spese postali per raccomandata). Il link che porta ad una delle ultime inserzioni che ho visto è questo .
Una lettrice del blog mi ha, inoltre, segnalato che ve ne sarebbero alcune copie disponibili presso la Libreria del Mare di Milano (Via Broletto, 28 - più Milán di così non si può) a 6,20€ ma i costi per l'invio postale sono quelli del postacelere ed il totale fila verso i venti euro.
Altrimenti, sollecitate il volume presso l'editore (a mio nome) inviando una mail a questo indirizzo.
Felice Trojani non pretendeva scriverne una biografia definitiva, troppo vasta per essere affrontata in un piccolo volume, ma far conoscere ai giovani italiani chi fu l'Uomo che, nel lontano 1928, perse la vita muovendo al soccorso di naufraghi italiani.
 

Il libro è illustrato da Marcello Cassinari Vettor.
Ricordiamo che Felice Trojani era uno di coloro, per accorrere al soccorso dei quali, Roald Amundsen perse la vita.
Era uno dei naufraghi del dirigibile Italia, rimasti nell'accampamento della Tenda Rossa (che rossa mai fu) sul pack; i loro SOS erano stati raccolti ed aeroplani si dirigevano verso di loro.  Attraverso la radio di Biagi, vennero a sapere che erano in partenza da Tromsø per le Spitsbergen un bimotore francese pilotato da René Guilbaud, con a bordo Amundsen, e un trimotore svedese; i naufraghi conoscevano la pericolosità del Mare di Barents e speravano che i due idrovolanti ne avrebbero effettuato la traversata di conserva.
Invece, il 18 Giugno 1928, alle 16:00, Amundsen e i piloti francesi partirono da soli da Tromsø, in Norvegia. L'ultima trasmissione, "tutto bene", fu effettuata tra le 18:45 e le 18:55, in un punto al di sotto dell'Isola degli Orsi nella cui zona fu successivamente rinvenuto da un peschereccio un frammento di galleggiante appartenente al Latham, ed un serbatoio interno, che sembrava essere stato modificato in modo da servire da galleggiante, suggerendo che almeno un membro dell'equipaggio fosse sopravissuto.

Il  24 Agosto del 2009, era partita la spedizione della Marina Reale Norvegese, in collaborazione con il Museo dell'Aviazione di Norvegia, la Kongsberg Maritime AS e la ContextTV GmbH, con l'intento di esplorare la zona a Sud dell'Isola degli Orsi (la più meridionale delle Svalbard) nella quale si presume si sia inabissato il Latham 47 pilotato da René Guilbaud, assistito dal tenente Leif Ragnar Dietrichson, insieme a Roald Amundsen e altri tre membri dell'equipaggio.
Le ricerche sono state condotte dalla nave Tyr, utilizzando l'AUV Hugin-100MR,  un remoto capace di scendere sino ai 1000 metri di profondità e con una autonomia di ben diciotto ore. Gli organizzatori, forti di precedenti esperienze positive, si dichiaravano particolarmente ottimisti; la ricerca puntava ad individuare il motore dell'idrovolante, unico pezzo metallico di dimensioni tali da essere "visto" dalla strumentazione. Non si riteneva, infatti, che elementi in legno fossero ancora integri dopo tanto tempo sotto il mare.



Tutta la spedizione è stata documentata sul sito Search for Amundsen, al cui interno sono stati pubblicati i blog del comandante e di alcuni membri.  
Purtroppo, non si è trovata alcuna traccia del velivolo nella zona di esplorazione. O la posizione del ritrovamento del galleggiante da parte del peschereccio era viziata, e pertanto l'aereo è altrove, oppure lo sfruttamento del fondale con le reti a strascico ha distrutto e disperso quanto ancora restava della struttura.
 
La storia dei rapporti tra l'Italia, Umberto Nobile, Roald Engelbert Amundsen ed il sempre trascurato Lincoln Ellsworth è ben narrata ne La Coda di Minosse.

lunedì 9 maggio 2011

Roald Engelbert Amundsen, a cento anni dal Polo Sud


Quest'anno 2011 ricorre il centesimo anno dalla conquista del Polo Sud da parte di Roald Engelbert Amundsen, avvenuta il 14 Dicembre 1911, trentacinque giorni prima di Robert Falcon Scott. La spedizione era arrivata nella Baia di Ross il precedente 14 Gennaio 1911, a bordo della nave Fram (Avanti).

Il volume R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, edito da Ugo Mursia nel 1971, benché ancora in (abbondante) deposito presso l'editore, è praticamente impossibile da reperire secondo i canali tradizionali.
Sono disponibili su eBay alcune copie (nuove, sembra una decina) in vendita ad un prezzo accettabile (tra i 10 e gli 11 euro, oltre alle spese postali per raccomandata). Il link dell'inserzione è questo .
Una lettrice del blog mi ha, inoltre, segnalato che ve ne sono alcune copie presso la Libreria del Mare di Milano (Via Broletto, 28 - più Milán di così non si può) a 6,20€ ma i costi per l'invio postale sono quelli del postacelere ed il totale fila verso i venti euro.
Felice Trojani non pretendeva scriverne una biografia, troppo vasta per essere affrontata in un piccolo volume, ma far conoscere ai giovani italiani chi fu l'Uomo che, nel lontano 1928, perse la vita muovendo al soccorso di naufraghi italiani.

Il libro ha le illustrazioni di Marcello Cassinari Vettor.
Ricordiamo che Felice Trojani era uno di coloro, per accorrere al soccorso dei quali, Roald Amundsen perse la vita.
Era uno dei naufraghi del dirigibile Italia, rimasti nell'accampamento della Tenda Rossa (che rossa mai fu) sul pack; i loro SOS erano stati raccolti ed aeroplani si dirigevano verso di loro.  Attraverso la radio di Biagi, vennero a sapere che erano in partenza da Tromsø per le Spitsbergen un bimotore francese con a bordo Amundsen, e un trimotore svedese; i naufraghi conoscevano la pericolosità del Mare di Barents e speravano che i due idrovolanti ne avrebbero effettuato la traversata di conserva.
Invece, il 18 Giugno 1928, alle 16:00, Amundsen e i piloti francesi partirono da soli da Tromsø, in Norvegia. L'ultima trasmissione, "tutto bene", fu effettuata tra le 18:45 e le 18:55, in un punto al di sotto dell'Isola degli Orsi nella cui zona fu successivamente rinvenuto da un peschereccio un frammento di galleggiante appartenente al Latham, ed un serbatoio interno, che sembrava essere stato modificato in modo da servire da galleggiante, suggerendo che almeno un membro dell'equipaggio fosse sopravissuto.

Il  24 Agosto del 2009, era partita la spedizione della Marina Reale Norvegese, in collaborazione con il Museo dell'Aviazione di Norvegia, la Kongsberg Maritime AS e la ContextTV GmbH, con l'intento di esplorare la zona a Sud dell'Isola degli Orsi (la più meridionale delle Svalbard) nella quale si presume si sia inabissato il Latham 47 pilotato da René Guilbaud, assistito dal tenente Leif Ragnar Dietrichson, insieme a Roald Amundsen e altri tre membri dell'equipaggio.
Le ricerche sono state condotte dalla nave Tyr, utilizzando l'AUV Hugin-100MR,  un remoto capace di scendere sino ai 1000 metri di profondità e con una autonomia di ben diciotto ore. Gli organizzatori, forti di precedenti esperienze positive, si dichiaravano particolarmente ottimisti; la ricerca puntava ad individuare il motore dell'idrovolante, unico pezzo metallico di dimensioni tali da essere "visto" dalla strumentazione. Non si ritiene che elementi in legno siano ancora integri dopo tanto tempo sotto il mare.



Tutta la spedizione è stata documentata sul sito Search for Amundsen, al cui interno sono stati pubblicati i blog del comandante e di alcuni membri.
 
Purtroppo, non si è trovata alcuna traccia del velivolo nella zona di esplorazione. O la posizione del ritrovamento del galleggiante da parte del peschereccio era viziata, e l'aereo è altrove, oppure lo sfruttamento del fondale con le reti a strascico ha distrutto e disperso quanto ancora restava della struttura.
 
La storia dei rapporti tra l'Italia, Umberto Nobile, Roald Engelbert Amundsen ed il sempre trascurato Lincoln Ellsworth è ben narrata ne La Coda di Minosse.

lunedì 22 febbraio 2010

Roald Engelbert Amundsen, L'Eroe dei Ghiacci Polari


Il volume R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, edito da Ugo Mursia nel 1971, benché ancora in deposito presso l'editore, è praticamente impossibile da reperire secondo i canali tradizionali.
In questi giorni di fine Febbraio 2010, sono disponibili su eBay alcune copie (nuove, sembra una decina) in vendita ad un prezzo accettabile (tra i 12 e i 13 euro, oltre spese postali per raccomandata).
Il link è questo, so che qualcuno aveva interesse ad averlo.
 
Felice Trojani non pretendeva scriverne una biografia, troppo vasta per essere affrontata in un piccolo volume, ma far conoscere ai giovani italiani chi fu l'Uomo che, nel lontano 1928, perse la vita muovendo al soccorso di naufraghi italiani.


Il libro ha le illustrazioni di Marcello Cassinari Vettor.
Ricordiamo che Felice Trojani era uno di coloro, per accorrere al soccorso dei quali, Roald Amundsen perse la vita.
Era uno dei naufraghi del dirigibile Italia, rimasti nell'accampamento della Tenda Rossa (che rossa mai fu) sul pack; i loro SOS erano stati raccolti ed aeroplani si dirigevano verso di loro.  Attraverso la radio di Biagi, essi vennero a sapere che erano in partenza da Tromsö per le Spitsbergen un bimotore francese con a bordo Amundsen, e un trimotore svedese; i naufraghi conoscevano la pericolosità del Mare di Barents e speravano che i due idrovolanti ne avrebbero effettuato la traversata di conserva.
Invece, partirono separatamente; lo svedese arrivò, mentre di Amundsen, dopo un primo telegramma - tutto bene a bordo - non si seppe più niente.
 

mercoledì 27 gennaio 2010

La Tenda Rossa (che Rossa mai fu)


La Tenda Rossa è la tenda sotto la quale trovarono rifugio i supersiti del Dirigibile Italia, rimasti sul  pack dalle 10:33 del 25 Maggio 1928.
L'Ultimo Volo è descritto da mio nonno, Felice Trojani, ne la Coda di Minosse. Un estratto lo potete leggere qui.

La Tenda fu progettata da mio nonno, dopo aver studiato le tende usate nelle spedizioni polari precedenti, e costruita dalla Ditta Moretti di Milano.
«È di tipo piramidale a bastone centrale, 2,75 x 2,75 m di base e 1 m di altezza, sovrastata da una piramide il cui vertice è a due metri e mezzo dal suolo. Ci si entra per un passo d'uomo circolare di un metro di diametro, con manica di chiusura contro il vento, fondo in seta gommata, intercapedine su tutte le pareti. Le pareti esterne ed il fondo sono di seta grezza, ma le pareti interne sono di seta azzurra, scelta contro l'oftalmia delle nevi, che trasforma l'interno in un ambiente riposante, sereno, quasi idilliaco, che fa dimenticare l'inferno che c'è di fuori.
La tenda, progettata per quattro persone, ne ospiterà invece nove (di cui due ferite alle gambe, Umberto Nobile e Natale Cecioni), Titina, parte della Radio e i suoi accumulatori.
Trojani monta l'asta centrale e drizza la tenda, mentre Mariano e Viglieri piantano i picchetti nel ghiaccio e tendono i venti, caricando i bordi con viveri ed altri pesi. Sul fondo si dispongono i cartoni che contenevano le carte di navigazione, il sacco a pelo tagliato ed aperto su cui vengono distesi Cecioni e Nobile, vicino a loro la stufetta catalittica accesa.»
Ecco, la tenda è di seta grezza, bianca, non rossa.

Un passo indietro: siamo nel 1928, ben lontani dall'altimetro acustico del Gossamer Albatross (derivato dal meccanismo di messa a fuoco della Polaroid, cortesia di Edwin Land) e dagli altimetri moderni. Per valutare l'altezza del dirigibile non sono sufficienti gli altimetri correnti, e si utilizza un sistema più efficiente.
Dalla navicella vengono lasciate cadere delle fiale di vetro, ripiene di fucsina (un colorante rosso-magenta, miscela pararosanilina-rosanilina, oggi utilizzato in istochimica e batteriologia; il nome fucsina è dato in onore dell'industriale Renard, traducendone il cognome in tedesco), e misurando con uno speciale cronometro realizzato a Roma da Hausmann il tempo di caduta, dal rilascio al momento in cui la fiala, rompendosi, colora di rosso il pack.

Per rendere meno invisibile la tenda dall'alto, i superstiti decisero di utilizzare le fiale  di fucsina sopravvissute alla caduta per disegnare sulla tenda un reticolo, assai largo, di linee rosse. Una volta stabilite le comunicazioni attraverso la Radio, i soccorritori seppero del reticolo, ed i giornalisti coniarono il nome, la Tenda Rossa.
La luce continua fece svanire le delicate aniline in pochi giorni. Rossa, alla fine, mai lo è stata.


Dalla Domenica del Corriere del 23 Febbraio 1964, una illustrazione di Walter Molino eseguita secondo le istruzioni di Felice Trojani (Roma, Collezione Privata)


venerdì 21 agosto 2009

La cerca per Roald Engelbert Amundsen - II


Sta per salpare il prossimo 24 Agosto la spedizione della Marina Reale Norvegese, in collaborazione con il Museo dell'Aviazione di Norvegia, la Kongsberg Maritime AS e la ContextTV GmbH, che esplorerà la zona a Sud dell'Isola degli Orsi (la più meridionale delle Svalbard) nella quale si presume si sia inabissato il Latham47 pilotato da René Guilbaud, assistito dal tenente Leif Ragnar Dietrichson, insieme a Roald Amundsen e altri tre membri dell'equipaggio.


Il 18 Giugno 1928, alle 16:00, Amundsen e i piloti francesi partirono da Tromsø, in Norvegia. L'ultima trasmissione, "tutto bene", fu effettuata tra le 18:45 e le 18:55, in un punto al di sotto dell'Isola degli Orsi nella cui zona fu successivamente rinvenuto un frammento di galleggiante appartenente al Latham, ed un serbatoio interno, che appariva modificato in modo da servire da galleggiante, suggerendo che almeno un membro dell'equipaggio fosse sopravissuto.
Le ricerche saranno condotte dalla nave Tyr, utilizzando l'AUV Hugin-100MR, capace di scendere sino a 1000 metri di profondità e con una autonomia di ben diciotto ore. Gli organizzatori, forti di precedenti esperienze positive, si dichiarano particolarmente ottimisti.
La ricerca punta ad individuare il motore dell'idrovolante, unico pezzo metallico di dimensioni tali da essere "visto" dalla strumentazione. Non si ritiene che elementi in legno siano ancora integri dopo tanto tempo sotto il mare.




Tutta la spedizione sarà documentata sul sito Search for Amundsen, al cui interno verranno pubblicati alcuni blog a cura del comandante e di alcuni membri.
La storia dei rapporti tra l'Italia, Umberto Nobile, Roald Engelbert Amundsen ed il sempre trascurato Lincoln Ellsworth è ben narrata ne La Coda di Minosse.

mercoledì 22 luglio 2009

Scritture



Il 12 Luglio del 1928, alle 20:45, il rompighiaccio sovietico Krassin, accostava la Tenda Rossa (che Rossa mai fu) e portava in salvo i suoi occupanti (meno Nobile, Malmgren, Mariano e Zappi).
La spedizione era comandata dal professor Samoilovitch, direttore dell'Istituto delle Ricerche nel Nord di Leningrado. Per la cronaca, non era membro del Partito.
Samoilovitch fu ospite a casa di mio nonno, Felice Trojani, la sera dell'8 Febbraio 1929, mentre erano a Roma quali testimoni ante la Commissione d'Indagini per la Spedizione Polare dell'Aeronave Italia. In quella occasione, lasciò due righe di ringraziamento, firmandole.
Della Commissione di Indagine, se ne parla ne la Coda di Minosse.

giovedì 16 aprile 2009

I Luoghi del Volo a Roma


Terzo progetto di ricerca (e anche questo in corso, e con materiale già disponibile nei miei archivi personali), collegato non solo al Romanzo dell'Aviazione, ma anche alla Coda di Minosse (opera strettamente romana a ben vedere, come il suo Autore) è il mashup sui luoghi e i tempi del Volo a Roma, a partire da Simon Mago.
Anche questa mappa verrà pubblicata ed aggiornata in continuo sul mio sito.


Felice Trojani visto da Pietro Trojani, con il gatto Meo
© Ascanio Trojani, tutti i diritti riservati

venerdì 27 febbraio 2009

La cerca per Roald Engelbert Amundsen


In un post precedente ho parlato della biografia di Roald Engelbert Amundsen scritta da mio nonno, Felice Trojani, uno dei superstiti del dirigibile "Italia", per accorrere alla ricerca dei quali Amundsen perse la vita.

Nel prossimo Agosto la Marina Reale Norvegese, in collaborazione con il Museo dell'Aviazione di Norvegia, la Kongsberg Maritime AS e la ContextTV GmbH, inizierà ad esplorare la zona a Sud dell'Isola degli Orsi (la più meridionale delle Svalbard) nella quale si presume si sia inabissato il Latham47 pilotato da René Guilbaud, assistito dal tenente Leif Ragnar Dietrichson, insieme a Roald Amundsen e altri tre membri dell'equipaggio.
Il 18 Giugno 1928, alle 16:00, Amundsen e i piloti francesi partirono da Tromsø, in Norvegia. L'ultima trasmissione, "tutto bene", fu effettuata tra le 18:45 e le 18:55, in un punto al di sotto dell'Isola degli Orsi nella cui zona fu successivamente rinvenuto un frammento di galleggiante appartenente al Latham.
Le ricerche saranno condotte dalla nave Tyr, utilizzando l'AUV Hugin-100MR, capace di scendere sino a 1000 metri di profondità e con una autonomia di ben diciotto ore. Gli organizzatori, forti di precedenti esperienze positive, si dichiarano particolarmente ottimisti.

Il sito da cui verrà raccontata, momento per momento, l'intera spedizione è questo:


L'uomo in divisa dell'Aeronautica Italiana accanto al viso di Amundsen è Umberto Nobile.

La storia dei rapporti tra l'Italia, Umberto Nobile, Roald Engelbert Amundsen ed il sempre trascurato Lincoln Ellsworth è ben narrata ne La Coda di Minosse.


lunedì 19 gennaio 2009

Dolus bonus - 4


Quest'anno 2009 ricorre il centenario dell'arrivo al Polo Nord (Cook o Peary?) e l'inizio dell'assalto al Polo Sud, raggiunto per primo da Roald Engelbert Amundsen.
Felice Trojani era uno di coloro, per accorrere al soccorso dei quali, Roald Amundsen perse la vita.
Era uno dei naufraghi del dirigibile Italia, rimasti nell'accampamento della Tenda Rossa (che rossa mai fu) sul pack; i loro SOS erano stati raccolti ed aeroplani si dirigevano verso di loro Attraverso la radio di Biagi, essi vennero a sapere che erano in partenza da Tromsö per le Spitsbergen un bimotore francese con a bordo Amundsen, e un trimotore svedese; i naufraghi conoscevano la pericolosità del Mare di Barents e speravano che i due idrovolanti ne avrebbero effettuato la traversata di conserva.
Invece, partirono separatamente; lo svedese arrivò.
Di Amundsen, dopo un primo telegramma - tutto bene a bordo - non si seppe più niente.

Nel volume R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, Felice Trojani non pretendeva scriverne una biografia, troppo vasta per essere affrontata in un piccolo volume, ma far conoscere ai giovani italiani chi fu l'Uomo che, nel lontano 1928, perse la vita muovendo al soccorso di naufraghi italiani.



Il libro è edito da Ugo Mursia, con le illustrazioni di Marcello Cassinari Vettor.
Se non lo trovate in libreria, o non riuscite a farvelo trovare da un libraio neghittoso, scrivete direttamente all'editore: info@mursia.com , e fatelo a mio nome.