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lunedì 24 maggio 2010

Guardie, ladri, giornalisti


Reiteriamo, così diamo un fondo di verità alla cantilena del qui non cambia mai niente.
Questo l'ho scritto, più o meno uguale, il 22 Febbraio 2009.

È norma che la guardia insegua il ladro, cominciando da Aldo Fabrizi che insegue Totò sino ad Harrison Ford tallonato da Tommy Lee Jones.
La Legge si adegua (in ritardo) agli sforzi fatti per aggirarla, ricordando anche che questa non è applicabile alle fattispecie non definite come reato precedentemente alla sua entrata in vigore.
Nel 1935, viene pubblicata in strisce giornaliere Mickey Mouse runs his own Newspaper, di Floyd Gottfredson; in italiano è nota come Topolino giornalista. Su eBay  trovate originali e ristampe, da due euro in su.
Topolino, ancora coi calzoni corti e ben lontano dall'integrazione degli anni sessanta, subentra nella proprietà di un quotidiano locale.

La storia è una complessa trama di appalti pubblici per la Nettezza Urbana e i servizi alla Polizia, che finiscono assegnati ad una banda di criminali nonostante questa faccia offerte notevolmente più elevate della concorrenza onesta.


Topolino raccoglie le prove, le pubblica, crea e fa montare lo scandalo, nonostante le intimidazioni che raggiungono il culmine con un attentato che distrugge la tipografia dove viene stampato il giornale.


L'ira dell'opinione pubblica, informata dalla stampa, fa alla fine arrestare i criminali, cacciare i politici corrotti.


Ma siamo nell'America del 1935, in altro luogo, in altro tempo, non qui, non ora.

Qui, ora, con le Leggi attualmente all'approvazione del Parlamento, in galera ci sarebbe Topolino per la pubblicazione degli atti di una inchiesta (che probabilmente non si potrebbe nemmeno svolgere), i politici corrotti sarebbero al loro posto, e l'opinione pubblica ignara continuerebbe a pagare gli appalti gonfiati alle associazioni criminali.


- Benone! La Patria sta' tranquilla; annamo a colazzione... 
E er popolo lontano, rimasto su la riva, 
magna le nocchie e strilla: 
- Evviva, evviva, evviva... 
E guarda la fregata sur mare che sfavilla. 

lunedì 1 giugno 2009

Scritture

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Durante la II Guerra Mondiale, a Roma, Trilussa era in difficoltà economiche non indifferenti, in compagnia della maggioranza dei cittadini dell'Urbe.
Per dargli una mano, l'ing. Leonardo Castelli organizzò una vendita di suoi aforismi, tutti autografi, eseguiti come era comune all'epoca, su ordinarie mattonelle smaltate.
Una di queste fu sottoscritta da mio nonno, l'ing. Felice Trojani, ed è qui riprodotta.
La firma è certamente eseguita da Trilussa, qualche dubbio sul testo, verosimilmente fatto eseguire da uno scrivano o da uno dei disegnatori dell'Impresa Castelli.
La mattonella è una mattonella ordinaria da edilizia, smaltata bianca, 11x11 cm, con incollata sul retro una attaccaglia d'ottone, e foderata con carta di Varese. Le scritte sono eseguite a china (rossa e nera), con un normale pennino; non è stata eseguita una verniciatura protettiva delle scritture (si era in tempo di guerra), ed alcune sfumature del tratto si sono attenuate col tempo.