Visualizzazione post con etichetta Ugo Mursia editore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ugo Mursia editore. Mostra tutti i post

mercoledì 25 maggio 2022

25 Maggio 1928, ore 10:33 (Roma Monte Mario)

« Dal finestrino guardo il pack, vedo che si avvicina, ritengo l'urto inevitabile. Il mio istinto aviatorio si risveglia: Non cadere col motore acceso! - e chiedo a Nobile se posso far fermare i motori.
Lui forse sta pensando la stessa cosa, perché senza esitare mi risponde, anzi quasi mi grida:
- Ferma ! Ferma !
Do' coi telegrafi ai tre motoristi l'ordine di fermare, e lo ripeto fino a che guardando verso poppa non vedo le eliche ferme.
Vedo la poppa e gli impennaggi puntati sul ghiaccio, vedo il ghiaccio che si solleva e che ci investe di traverso.
Sento un immane scroscio come di un enorme fascio di canne infrante, e poi non vedo più niente: tutto è diventato buio. In quel momento supremo penso a Marta, il suo nome mi sale dal cuore alle labbra, e la invoco.
Sento che cado di traverso, che rotolo di fianco, e percepisco sul viso il freddo bagnato della neve.
Balzo in piedi.
Ho gli occhiali sporchi di neve e di sangue, vi passo sopra la mano e vedo il dirigibile che va via di traverso. Lo vedo in aria per la prima e ultima volta. Ne pendono numerose corde, e sulla fiancata spicca la scritta: ITALIA.
Faccio meccanicamente qualche passo nella sua direzione per afferrare una corda, ma il dirigibile si allontana, si innalza, e si perde nello strato di nuvole.
Ho la spaventosa impressione di essere rimasto solo.
Sono le 10:33 del 25 Maggio. »
 
Felice Trojani, La Coda di Minosse, 1963-2008
https://amzn.to/3MQ4IN9
 



 

venerdì 27 aprile 2018

R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, la nuova edizione

 
È in queste ore nelle librerie (qui per Amazon, iBS, Hoepli - e in qualsiasi libreria fisica, esistono ancora, sapete?) la nuova edizione (2018) del volume R.E. Amundsen - L'Eroe dei Ghiacci Polari, nel novantesimo della scomparsa dell'Eroe nel mare di Barents.


Felice Trojani non pretendeva scriverne una biografia, troppo vasta per essere affrontata in un piccolo volume, ma far conoscere ai giovani chi era l'Uomo che, nel lontano 1928, perse la vita accorrendo al soccorso di naufraghi italiani.
Felice Trojani era uno di questi. 
Era uno dei naufraghi del dirigibile Italia, isolati  nell'accampamento della Tenda Rossa (che rossa mai fu) sul pack; i loro SOS erano stati raccolti ed aeroplani si dirigevano verso di loro.  
Attraverso la radio di Biagi, vennero a sapere che erano in partenza da Tromsø per le Spitsbergen un bimotore francese con a bordo Amundsen, e un trimotore svedese; i naufraghi conoscevano la pericolosità del Mare di Barents e speravano che i due idrovolanti ne avrebbero effettuato la traversata di conserva.

Invece, il 18 Giugno 1928, alle 16:00, il Latham 47, pilotato da Leif Dietrichson e René Guilbaud, con a bordo Roald Amundsen ed i membri dell'equipaggio Emile Valette, Albert Cavelier de Cuverville e Gilbert Brazy partirono da soli da Tromsø, in Norvegia. 
L'ultima trasmissione, "tutto bene", fu effettuata tra le 18:45 e le 18:55, in un punto al di sotto dell'Isola degli Orsi nella cui zona fu successivamente rinvenuto da un peschereccio un frammento di galleggiante appartenente al Latham, ed un serbatoio interno, che sembrava essere stato modificato in modo da servire da galleggiante, suggerendo che almeno un membro dell'equipaggio fosse sopravissuto.


domenica 18 gennaio 2015

Sulla ripetizione della storia e sulla incapacità di ricordarla


Dal 1935 Felice Trojani fu il direttore tecnico dell'AUSA (Aeronautica Umbra Società Anonima, di proprietà Macchi), con sede a Foligno.
Come narrato ne la Coda di Minosse, lo stabilimento nato per la costruzione di pezzi di ricambio per gli S79 ed S81 progredì sotto la guida di Felice Trojani sino a costruirli completi, in catena di montaggio, dalle materie prime all'apparecchio pronto al volo, oltre ad effettuarne la riparazione e la manutenzione. 
La qualità del prodotto era tale che due degli S81 prodotti a Foligno entrarono a far parte della squadriglia presidenziale, che forniva gli apparecchi per gli spostamenti di Mussolini.
Nel Luglio 1936, allo scoppio della Guerra Civile Spagnola, dei quasi trecento aeroplani militari disponibili, meno di un terzo rimasero nella disponibilità dei ribelli del generale Francisco Franco de Bahamonde. 
Le forze repubblicane fecero immediato uso della loro superiorità, bombardando gli insorti ed impedendone il trasferimento in Spagna dall'Africa. Franco chiese, ed ottenne, aiuto materiale dai governi italiano e tedesco, anche se in forma più o meno surrettizia, per non far apparire il contributo italo-tedesco come un vero e proprio intervento diretto. Storia vista in precedenza e vista molte volte in seguito.
Dopo l'invio dei primi nove S81, Mussolini ed Hitler fornirono a Franco aiuti militari sempre più cospicui: non solo aerei e materiali ma anche piloti, specialisti, istruttori.  L'Italia al fine della Guerra Civile avrà fornito quasi 750 aerei, tra cui un centinaio di S79 e una sessantina di S81.
L'impegno italiano in Spagna lo si vide però a Foligno con gli S81 mandati in riparazione: isolati nei primi mesi, poi furono a decine.



Una traccia del passaggio in Spagna degli apparecchi lo si ha dai volantini di propaganda trovati a bordo, raccolti e conservati da Felice Trojani.

Qui di seguito se ne riproducono due (© Ascanio Trojani, riproduzione vietata):