Per dimostrare praticamente le
motivazioni che ostano all'espressione di pareri di autenticità su
documenti fotoriprodotti (in particolare, fotocopiati),
qualche tempo fa (nel 2006: siamo al ventesimo anno di repliche) avevo predisposto un
piccolo esperimento, riassunto nell'immagine che segue.
Una sola delle tre scritture qui illustrate è "vera"; le altre due sono ricostruite con alcuni programmi di elaborazione numerica delle immagini (disponibili nel 2005), quindi "false", almeno per le finalità che in questo momento interessano.
Una sola delle tre scritture qui illustrate è "vera"; le altre due sono ricostruite con alcuni programmi di elaborazione numerica delle immagini (disponibili nel 2005), quindi "false", almeno per le finalità che in questo momento interessano.

Ad oggi, nessuno è ancora riuscito a fornire un parere motivato su quale sia "autentica" e quali siano "false". Per chi vuole, sono sempre disponibili a richiesta le immagini in alta risoluzione.
In sintesi, non è possibile esprimere pareri completamente motivati su fotoriproduzioni : tali pareri sono sempre sottoposti ad una riserva intrinseca ed ineludibile, ed a nulla valgono le riserve platoniche che ogni tanto rispuntano dalle nebbie e atterrano su certe relazioni.
A rigore, il parere tecnico su fotoriproduzioni dovrebbe essere sempre espresso previa decisione del Giudice o del Magistrato, in merito all'origine della riproduzione in esame e note le condizioni tecnico-giuridiche al contorno, e sotto tale ipotesi (fotoriproduzione di documento che esiste nella realtà, giusta la decisione del Giudice o del Magistrato) il parere dovrebbe essere utilizzato.
Il Giudice o il Magistrato, cioè, decidono anzitutto sulla validità dell'origine di un documento fotoriprodotto, e consentono acché possa essere acquisito come elemento in verifica o (e questo è un altro aspetto troppo spesso trascurato della questione) o come elemento comparativo.
Il
Giudice, cioè, deve fornire una autorizzazione motivata perché un
documento fotoriprodotto possa essere utilizzato, anche come
comparativa.
Rientrano
in questo ambito i documenti autenticati da pubblico ufficiale, dal
Notaio in giù ; la fotoriproduzione deve appartenere a una
catena di custodia che origina alla sua creazione, sia trasparente ed
ininterrotta, si deve sapere da dove e da chi è stata fatta la copia, e
che giri ha fatto prima di entrare in un fascicolo.
La disponibilità di documenti sintetici (rivendico la definizione), realizzabili con tecnologie immediatamente accessibili e facilmente (con la necessaria malizia) utilizzabili deve imporre a chi esegue l'accertamento tecnico ed a chi vuole avvalersene un robusto grado di prudenza. E ciò non solo, anzi, nel caso di documenti in verifica, ma sopratutto delle scritture comparative, potendo creare, confidando nella disattenzione degli operatori, un caso di falso+falso=vero: le comparative sono cioè allestite in funzione della convalida di una verifa che già si conosce falsa.
La disponibilità di documenti sintetici (rivendico la definizione), realizzabili con tecnologie immediatamente accessibili e facilmente (con la necessaria malizia) utilizzabili deve imporre a chi esegue l'accertamento tecnico ed a chi vuole avvalersene un robusto grado di prudenza. E ciò non solo, anzi, nel caso di documenti in verifica, ma sopratutto delle scritture comparative, potendo creare, confidando nella disattenzione degli operatori, un caso di falso+falso=vero: le comparative sono cioè allestite in funzione della convalida di una verifa che già si conosce falsa.
In margine, rammento che al momento dei confronti, che qualora si accerti la presenza di differenze non giustificabili, queste hanno valore assoluto (se rilevate), in quanto condizione sufficiente, nell'esprimere un parere di non autenticità - in tal caso è possibile, confortati da una ormai stabile giurisprudenza, esprimere un parere certo su scritture fotoriprodotte[*]
[*] per approfondire, si studino i miei articoli riportati nel volume Ascanio Trojani - Articoli 1985-2005 - I Libri del Perito III [Kindle, e in PDF o su carta]
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