martedì 9 dicembre 2025

Consigli di fine anno ... se dovete proprio regalare qualcosa (anche a voi stessi), regalate libri (ma non solo) - 4

Un regalo - anche a voi stessi - lo potete fare abbandonando Google (e Microsoft, e X, e ...)

De-googling è il termine corrente: Google (aka Alphabet) è Gmail, GDocs, Teams, Maps, Drive, YouTube, Chrome, Blogger (oops!), Drive, Android ... tutte applicazioni interconnesse e gratuite - se è gratis, siete voi il prodotto

Alphabet ottiene i suoi enormi profitti attraverso stategie di violazione sistematica della privacy, in violazione delle leggi europee (e anche statunitensi - il DMA - con buona pace di Musk) e non ottemperando alle norme sulla sicurezza dei dati cui debbono ottemperare i professionisti europei (il GDPR, per iniziare). Alphabet registra tutti i dati che gli fornite, e ... poiché la società ha sede negli USA, come negli USA sono i suoi server principali, è tenuta - 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA) - a consegnare i dati degli utenti, come le comunicazioni via e-mail, i tabulati telefonici e tutto quanto in suo possesso, senza un mandato, lasciando così i dati privati degli utenti aperti all’ispezione e alla sorveglianza, quasi sempre acritica e senza diritto di difesa [vedi ad esempio https://tuta.com/it/blog/gmail-naked-picture-blocked]. Il GDPR e connessi, non consentono l'accesso senza l'ordine di un giudice ai vostri dati - e a quelli dei vostri clienti.

Il de-googling tende a sostituire le applicazioni e i servizi di Google con alternative migliori, di norma rispettose delle norme e che non consentono l'accesso non autorizzato dall'utente.

Tutte le trasmissioni di dati (messaggi, documenti, etc.) sono, sineticamente, criptate di default, e il provider non ha accesso ai dati stessi - le sole informazioni che possono essere fornite dal provider, rigorosamente di fronte a un mandato, sono l'esistenza degli account e i log degli stessi; analogamente per eventuali imbucati, senza le credenziali di accesso non si è in grado di accedere agli archivi. Le credenziali di accesso, inoltre, sono impostate di default almeno sulla 2FA.

I due provider europei più noti, e che forniscono entrambi un servizio base gratuito, sono Tuta (basato in RFD) e Proton (basato, per il momento, in Svizzera); forniscono entrambi un servizio di posta elettronica variamente modulato secondo il piano adottato) e un calendario; Proton fornisce altri servizi, da una VPN a un archivio in cloud con la possibilità di creare e gestire documenti di testo e fogli elettronici, un gestore di password, un sistema di AI (Lumo) privacy-based - vedi il menu ed i particolari sul sito.

Entrambi sono disponibili per Mac, Linux e Winnows, Android, iOS oltre al browser-based (in questo caso si consiglia vivamente di utilizzare browser privacy-based, da Firefox in su). Le app per smartphone e pad sono particolarmente agili e con una grafica efficace e diretta.

Se volete un cloud robusto, privacy-based, non basato negli USA, consiglio senz'altro MEGA, che parte da una generosa base gratuita (20GB), con una VPN, un password manager, una chat, tutto criptato a conoscenza zero
Mega è la piattaforma sulla quale sono disponibili i miei seminari, alcune pubblicazioni liberamente disponibili [1] e i documenti che trasferisco tra colleghi nel mio lavoro, tutti raggiungibili tramite link, eventualmente protetto da password e con data di scadenza.


[1] la traduzione in russo de La Coda di Minosse di Felice Trojani, Хвост Миноса

4 - continua


lunedì 8 dicembre 2025

Consigli di fine anno ... se dovete proprio regalare qualcosa, regalate libri (ma non solo) - 3

Altri suggerimenti per pensieri più o meno articolati per i colleghi.

La fotografia classica, l'argentique come dicono i francesi, è viva e lotta insieme a noi, nonostante il digitale occupi le filiere industriali e i fotofonini, nella vecchia accezione, siano divenuti più che ubiquitari. Non è una questione di ностальгия o di esibizione di capacità tecniche e manuali, ma la pellicola ha tuttora capacità che il digitale, semplicemente, non ha: quello che fa pendere la bilancia da un lato è il workflow complessivo, enormemente più veloce, non una presunta inferiorità di uno rispetto all'altro. Sarà uno degli argomenti del mio prossimo seminario Le Elaborazioni delle Immagini e della Grafica nella Perizia su Documenti, che terrò non appena saranno risolte alcune note questioni.
Inoltre, come vedremo brevemente, alcuni materiali connessi sono comunque di estremo interesse per il perito in documenti.

Due riferimenti per la filiera, in Italia, sono i negozi Fotomatica (online), con base in provincia di Treviso, e Ars-Imago (online e fisico, in via Caio Mario 25 a Roma).

Oltre a una vasta scelta di pellicole, nei formati standard 135, 120 e 4x5" oltre alle istantanee Fuji e Polaroid/Impossible, di carte da ingrandimento e materiali per camera oscura, oltre che per la stampa digitale, troviamo una vastissima scelta di materiali per archiviazione.
Tra questi ultimi, suggerisco le buste in pergamino di vari formati (oppure quelle in BOPP, biaxially-oriented polypropylene), perfette per la conservazione a norma archivistica dei documenti oggetto d'indagine - sono saldate, prive di colla, acid-free, non rilasciano sostanze che alterano i materiali posti al loro interno, sono resistenti all'abrasione, all'umidità, alla polvere e ai grassi oltre ad alcune piccole cattiverie. Non sono propriamente economiche rispetto alle bustacce di carta che trovate in cartoleria, il che giustifica la scelta come pensierino di fine anno.
Potrete trovarle anche su altri canali, cercando ad esempio col vecchio nome commerciale statunitense, Glassine (li trovate su Etsy, anche d'epoca, come quelle in immagine) come su Amazon, ma occhio alle specifiche, niente chiusure autoadesive, per esempio, saldature esclusivamente termiche, niente stampa, ecc.


Inoltre, entrambi gli shop hanno in vendita i visori per trasparenze Kaiser (non quelli cinesi da dieci euro), a LED, sottilissimi (meno di un centimetro):

 
Con i materiali classici ci si può divertire e sperimentare (sostanzialmente: il fondamento del know-how professionale). Un mio recente esperimento, (devono seguirne altri, in ritardo per i noti motivi) in vendita su Amazon, vi da' una idea delle possibilità.
 

 
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sabato 6 dicembre 2025

Consigli di fine anno ... se dovete proprio regalare qualcosa, regalate libri (ma non solo) - 2


Uno strumento dialettico, oggidì estremamente utile nelle risposte social ai capomanipoli di complemento (ma anche nelle controdeduzioni) è senz'altro On Bullshit di Harry G. Frankfurt, nella edizione del ventennale :


 .... e per chi ha la volontà, Gli Imbecilli, di Giovanni Papini, uno degli ultimi Millelire di Stampa Alternativa, ora disponibile in PDF, liberamente scaricabile da stradebianche, dopo l'assassinio di Stampa Alternativa da parte della Corte di Appello di Civitavecchia.
Della felicità dell'imbecille si parlava, per l'appunto.
 
 
Oltre l'Alpe e il Mar ch'intorno bagna c'è l'universo mondo;  anche lì le public pense que le graphologue peut s'improviser expert en écritures et que |'expert en ecritures est forcément graphologue. ll s'agit en fait de deux domaines, qui, bien que bases sur |'examen des graphismes, sont étrangers l'un a |'autre et totalement différents. Cette confusion est trop souvent entretenue par Ies magistrats eux-memes qui appliquent a Ia mission de vérication d'écritures, |'appel|ation d‘expertise graphologique, source de quiproquos. (Buquet, Graphologie de Personnalité ed d'Identification, ESP, Paris 1997).

Poco nota in Italia è la scuola iberica (o meglio, di Barcellona), se non per sporadiche citazioni di Maurizio Xandró o di Julian de Ajuriaguerra.
La globalizzazione ci viene d'aiuto, portando in Italia (via Amazon - cliccate sull'immagine della copertina) i testi della scuola di Barcellona, tutti o quasi da Herder (se fate un salto da quelle parti, andate anche e sopratutto in libreria - da Alibri, Balmes 26, di lato all'Universitat de Barcelona), assai interessanti. 
 
 
 
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venerdì 5 dicembre 2025

Consigli di fine anno ... se dovete proprio regalare qualcosa, regalate libri (ma non solo) - 1

Cosa regalare a una/un collega ... ?

Qualcosa di fuori dal mainstream dei maestri residenziali, utile (o almeno, utilizzabile), non eccessivamente oneroso, visti i tempi grami ?

La sempre gradita Sheila Lowe, sia per chi sa di cosa si parla, mentre quelli che invece no si offenderanno e si raggiungerà comunque lo scopo. The Complete Idiot's Guide to Handwriting Analysis, seconda edizione - handwriting analysis si traduce con grafologia, graphology da quelle parti è la grafomanzia, grazie alle comparsiste televisive. Si scontano i dazi di Herr Trumpf, occhio.
I link vanno sempre su Amazon.

http://amzn.to/2hrxMML


Altro suggerimento : Image à charge, la construction de la preuve par l'image, catalogo dell'omonima mostra del 2015 sulla evoluzione della fotografia criminalistica, a partire dalle codifiche di Bertillon. Inestimabile.

 
Altro suggerimento, più recente e che costa anche un po' di meno : Storia criminale dell'identificazione personale di Mirella Gherardi, edizione Le Lucerne, collana Massime del Passato.
 

In tema di Linguistica Forense, negli aspetti Ludolinguistici, ricordo Il libro delle parole altrimenti smarrite di Sabrina D'Alessandro, BUR, anche se più libro d'artista che di linguistica.


Un regalo più da periti  ? Fate un pensierino al Diamine Inkvent Calendar 2025 ... c'è il problema dei tempi di consegna, magari, addirittura a dopo l'Avvento - provate anche con i siti dei pennivendoli, se avete prescia, potreste anche trovare prezzi un po' più bassi (ma occhio alle spese di spedizione).

 
 
 
Se, poi, si vuole suggerire di bere, non smodatamente come si usa da queste parti (quartiere di malamovida), bene e con un pizzico di ironia, le mie preferenze vanno all'Aurum (il nome lo ha inventato il nostro miglior copywriter, Gabriele D'Annunzio) anche se ormai senza più la scatola 'pompeiana', il rosolio di rose Sarandrea (mi raccomando i bicchierini adatti) o una cassa di Sangue di Giuda (ogni allusione è benvenuta).
 
 
 
 
 
1 - continua

 

 

 



domenica 19 ottobre 2025

Saggio sull'arte di Strisciare, ad uso dei Cortigiani

 

Il Saggio sull'arte di Strisciare, ad uso dei Cortigiani, di Paul Heinrich Dietrich, barone d'Holbach (tra le altre cose uno degli enciclopedisti, ha scritto le voci di argomento geologico e mineralogico, ma anche - non citato - parti di quelle teologiche e filosofiche).
È in libreria l'edizione (bellissima) de il Melangolo, tradotta da Emanuela Schiano di Pepe (mai dimenticarsi chi traduce). Costa pure poco.
 
“Un buon cortigiano non deve mai avere una opinione personale ma solamente quella del padrone o del ministro, e deve saperla anticipare facendo ricorso alla sagacia [...]”
 
Landini, però, doveva dire ‘servetta’, non ‘cortigiana’.
 
 

 

giovedì 21 agosto 2025

Interruzione feriale, perizia e CTU - reiterazione

 

Questo è un post originariamente pubblicato nel Giugno del 2018, più volte ripubblicato aggiornato, ed è tra quelli con il maggiore numero di accessi (solo nei primi giorni di Agosto 2025, quasi trecento contatti) - è quindi presumibile che sia sempre un argomento di notevole e contigente interesse, anche in considerazione della confusività introdotta dalla riforma Cartabia e dalle successive controriforme.

Lo ripropongo ancora, con minimi aggiornamenti, giacché la sostanza del problema è rimasta invariata.

La sospensione dei termini nel periodo feriale è un istituto che prevede - con la normativa attuale - l'esclusione del periodo tra il 1° Agosto e il 31 Agosto di ogni anno, dal calcolo delle scadenze processuali - in altre parole, il termine per il compimento di una data attività processuale si ferma durante la sospensione, riprendendo alla fine di questa.

La sospensione feriale dei termini processuali è regolata dall'art. 1 della legge 742/1969, novellato dal Decreto Legge n. 132/2014, convertito con modifiche nella Legge 162/2014; questo prevede, appunto, che il decorso dei termini relativi alle giurisdizioni ordinarie (i Tribunali), quelle amministrative (TAR), tributarie e militari è sospeso di diritto dal 1° al 31 Agosto di ciascun anno - 31 giorni fissi - e riprende dal 1° Settembre. [sino al decreto Renzi, la sospensione operava dal 1° Agosto al 15 Settembre di ogni anno.]

Il DL 132/2014, nelle dichiarazioni dell'allora Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva la finalità di ridurre il periodo di chiusura della aule giudiziarie in nome di una velocizzazione dei procedimenti e dello smaltimento dell'arretrato. La sospensione erano nel suo illuminato perere, ferie aggiunte dei giudici, che servivano solo a perdere tempo.
Grandissima balla, come si ben può verificare oggi, a undici anni dal DL. A quando vanno i rinvii? 2028? 2029? La riforma Cartabia ritorna sullo stesso problema, al grido di lo vuole l'Europa, ma le belle intenzioni sembrano sciogliersi (ancora una volta) in putredine [1], con un ulteriore passo verso il processo McDonald's.

In realtà, lo scopo della sospensione feriale è quello di far godere ai professionisti forensi un periodo di pieno riposo (Proposta di legge n. 377 della Camera dei Deputati, presentata dal deputato Giuseppe Alessi [DC] il 3 Settembre 1968, Sospensione dei termini Processuali nel Periodo feriale), non per chiudere i Tribunali (che non chiudono mai) o per allungare le ferie ai Magistrati (che le prendono nella misura prevista dalla Legge, indipendentemente dal periodo feriale). Credere che la riduzione del periodo feriale porti una riduzione del tempi della Giustizia, è quindi una idea, per così dire, da variopinti, a ulteriore discapito del cittadino.

La sospensione non si applica nei casi elencati dalla Legge, ovvero:
- per la materia penale, quando vi siano imputati in custodia cautelare e in caso di rinuncia alla sospensione da parte dell'imputato o del suo difensore, procedimenti per le indagini preliminari per reati connessi alla criminalità organizzata, quando vi siano imputati detenuti o reati vicini alla prescrizione o che abbiano carattere di urgenza, misure di prevenzione o sequestro di beni, incidenti probatori non rinviabili (articoli 2, 2-bis e 4 della L. 742/1969, art. 91 RD 12/1941, art. 467 cpp).
- per la materia civile, nelle cause per alimenti, procedimenti cautelari, adozione di provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione, ordini di protezione contro gli abusi familiari, sfratto e opposizione all'esecuzione, dichiarazione e revoca dei fallimenti e, in generale, in tutte le cause rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti (artt. 3 e 4 L. 742/1969, art. 92 r.d. 12/1941, artt. 409 e 442 cpc per la lista completa)

- per la materia amministrativa (art. 5 L. 742/1969): ai procedimenti per la sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato.

Questo, per quanto attiene alla lettera della norma.

Per quanto attiene la interruzione feriale dei termini ex 195 cpc novellato, questi (tutti e tre: invio relazione alle parti, osservazioni delle parti alla relazione, sintetica risposta alle osservazioni e deposito) sono termini processuali e non sostanziali, quindi si applica la sospensione, salve le eccezioni dettagliatamente elencate dalla Legge.
Che siano termini processuali, non vi è più alcun dubbio dopo la novella e ci è si espressa incidentalmente e più volte anche la Suprema Corte.

Nella pratica quotidiana, però, anche nel caso dei termini indicati nel formato del 60+30+30 bisognerebbe sempre calcolare le date a calendario e calcolarle con la feriale - le innumere app disponibili funzionano anche via smartphone, quindi potrete usarle anche durante l'udienza di incarico.
Se ciò non è possibile, andrebbero registrate a verbale in apertura di operazioni, perché sia ben chiaro a tutti come funziona.
In caso di proroghe, inoltre, sarebbe particolarmente opportuno non limitarsi alla generica richiesta di "30gg" ma indicare anche il nuovo termine a calendario, e, se del caso indicare che tiene conto della interruzione feriale.
Qualcuno potrà ignorare tali richieste e precisazioni, ma di fronte ad una eventuale istanza dei difensori, che contestano i termini scaduti in feriale, sostenuti dalla abbondante dottrina in tema, non si potrà avere altro esito che una remissione in termini.
Qualche dubbio affiora quando il 31 Luglio cade di Domenica, con il dubbio quindi che il termine vada spostato al giorno feriale successivo, il Lunedì 1° Agosto, che però sarebbe l'inizio della feriale - quindi, si deposita di Domenica o si deposita di Lunedì, oppure, ancora si deposita il 1° Settembre ? Per i termini della CTU ex 195 cpc probabilmente prevale il fatto che nel processo civile vale ormai esclusivamente il deposito telematico, che secondo parte della dottrina è effettuabile anche nelle giornate di chiusura della cancelleria (non solo i festivi, nota bene), mentre un'altra parte rimane invece ancorata alle tradizioni della carta anche in piena informatizzazione (per tacere di quei giudici che a tutt'oggi usano solo la carta, nemmeno firmano digitalmente verbali e provvedimenti - altra prova della utilità della verifica del calendario già in sede di udienza di incarico (o almeno quel che ne resta, dopo il giuramento telematico ormai istituzionalizzato), quando è possibile responsabilizzare il magistrato della decisione, nel pleonastico contraddittorio con le parti.

Infine, con le penultime novelle, il giudice è tenuto a definire e seguire un calendario definito già prima dell'udienza di comparizione, nel quale è già prevista la finestra per il subprocedimento di CTU: da quello derivano i termini dati un udienza, indipendentemente dalla date o dai giorni - quella che è intoccabile è l'ex udienza di acquisizione della relazione di CTU, tutto quello che accade prima al giudice interessa solo nella misura in cui non gli salta detta udienza.
 
[1]  ... devono i sogni sciogliersi in putredine.
Gabriele D'Annunzio - Elegie romane (1891), II - Villa Chigi, 102

sabato 29 marzo 2025

Fake News, 1945

Volantino distribuito per le strade di Roma, durante il periodo del Referendum Costituzionale e l'elezione dell'Assemblea Costituente.

È un falso palese (basta andarsi a leggere i verbali del XVI Congresso del Partito Comunista - il Migliore manco c'era) ma a tutt'oggi (2025) c'è ancora chi ci crede e lo posta e riposta per l'universo mondo. 


 Archivio Ascanio Trojani

sabato 1 marzo 2025

Fake News, 1932


estratto da Ascanio Trojani © - Fuoriusciti Italiani nel Grande Terrore di Stalin - voce del Dizionario Italiano del Crimine, Newton, Roma 2012 - Curcio, Roma 2018


  Nel 1932, l’ing. Umberto Nobile viene contrattato dai sovietici per sovrintendere ad un ambiziosissimo programma aeronautico, teso a progettare sotto l’iniziale guida italiana una trentina di nuovi tipi di dirigibili, ed altre aeronavi ancora da definire.
  Nobile chiede ad un suo fedele collaboratore, l’ing. Felice Trojani, di seguirlo nella nuova impresa. Trojani ha seguito Nobile da quando si è laureato, dal Giappone al Polo Nord, e con Nobile è rimasto sul pack dopo il disastro del Dirigibile Italia. Trojani chiede a Nobile in quanti anni si dovrebbe sviluppare un così grande progetto: in tre o quattro, risponde il Generale. Trojani si mette a ridere, e Nobile lo rassicura; in Russia i mezzi di lavoro sono illimitati.
  Illimitati non furono, né mancarono incidenti e attriti nell’eterogeneo gruppo portato da Nobile in URSS, al punto che Trojani abbandonerà Nobile, e metterà il suo contratto a disposizione dei committenti sovietici. Questi, preferiscono non privarsi delle sue competenze, e lo riassegnano ad un progetto parallelo alla Diriziablestroi, con sede a Dolgoprudnaja.
  Narra Trojani [4] : Capo dell’officina meccanica era Benservigi (non garantisco che questo fosse il suo vero cognome), comunista scappato dall’Italia. Aveva partecipato all’ultima occupazione delle fabbriche a Torino, durante la quale aveva preso in ostaggio Lancia. Si era sposato con una bella giovane russa ebrea, aveva una bambina; lavorava con vera competenza e con grande entusiasmo.
   Benservigi è, in realtà, Lino Manservigi, che ha effettivamente partecipato all’occupazione delle fabbriche a Torino nel 1920, e per questi fatti colpito da un mandato di cattura; per sottrarlo all’arresto, il PCI lo invia come delegato, insieme ad altri compagni, al III Congresso dell’Internazionale Comunista.
   Manservigi rimane a Mosca, sin quando nel 1932 trova lavoro alla Diriziablestroi.
  Competente ed entusiasta, lo definisce senza remore l’ing. Trojani, ben noto nell’ambiente aeronautico per la caustica schiettezza delle sue opinioni.
  Manservigi verrà accusato, dopo il ritorno di Trojani in iItalia, di connivenza con gli stranieri impiegati alla Diriziablestroi, ed in particolare di aver tenuto conversazioni con il membro del Comitato Centrale del Partito Fascista, lo specialista straniero Trojani […] informandolo sulla vita politica di partito e su tutti i fatti riguardanti l’officina […] manifestando menefreghismo e irresponsabilità verso il lavoro.
  L’accusa è ridicola: Trojani non era membro di un fantomatico  “Comitato Centrale” del PNF, ed in quanto direttore dello stabilimento era lui ad istruire Manservigi (e tutti gli altri lavoratori) sulle proprie mansioni, e quindi non aveva alcun bisogno di farsi informare; delle capacità lavorative si è scritto poc’anzi. L’origine del Trojani fascista si ritrova nei rapporti quotidiani redatti dagli informatori della polizia politica, primi fra tutti gli interpreti (Trojani e Nobile ne hanno una personale, che li accompagna ovunque), in particolare nell’italico pettegolezzo precedente e seguente l’uscita di Trojani dal gruppo di Nobile. Dicevano ai russi che ero fascista, ed agli italiani che ero comunista, ma non ci facevo caso, scrive Trojani [4].
  E la misura di quanto fosse fascista Trojani, la si ha dal fatto che, subito prima del trasferimento a Dolgoprudnaja, fosse stato messo sotto inchiesta dalla Commissione di Disciplina del PNF, con l’accusa di comunismo, proprio sulla scorta degli stessi pettegolezzi che porteranno all’inquisizione e all'assassinio di Lino Manservigi e di numerose altre persone.
  Manservigi verrà prima espulso dal Partito, in quanto elemento degenerato borghese, arrestato il 23 Novembre del 1937 e portato davanti alla Sezione Militare del Tribunale Supremo dell’URSS il 14 Marzo del 1938, dove sarà condannato alla fucilazione per spionaggio verso l’agente provocatore  fascista Trojani. Lino Manservigi verrà fucilato lo stesso giorno della sentenza, nel poligono della Kommunarka. Dei suoi resti non si saprà più nulla.
  A nulla era valsa la richiesta, fatta l’anno precedente, di andare a combattere in Spagna. Un documento inviato al Compagno Ercoli (Palmiro Togliatti), lo definiva elemento negativo in quanto legato a Trojani, sospettato di spionaggio contro l’URSS. Il documento, citato in [2], porta la firma di Togliatti, che doveva essere quindi ben a conoscenza della sorte dei suoi connazionali.
 

[2] Elena Dundovich, Francesca Gori - Italiani nei Lager di Stalin - Laterza, Bari 2006
[3] Gianni Corbi - Togliatti a Mosca - Rizzoli, Milano 1991
[4] Felice Trojani - La Coda di Minosse - Vita di un Uomo, Storia di un’Impresa - Mursia, Milano VIII-2008/2025


L'illustrazione che segue [da Memorial-Italia] è una pagina dei verbali di interrogatorio da parte della OGPU a Manservigi; osservate come debba sotoscrivere non solo il documento ma ogni sua "dichiarazione". Quasi peggio del Tribunale di Facebook.

 


 

 

domenica 16 febbraio 2025

Noblesse oblige, revisited

 

Da qualche tempo sto lavorando a un Dicionário Imobiliário [termos em uso no Brasil, com foco em São Paulo e tradução dos termos em italiano], nel tempo lasciato libero dal lavoro pagato a vacazione [4,16€, lordi, l'ora saldati dopo una media di cinque anni dall'incarico - roba del 2018 mi è stata pagata nel 2024], dalle malattie e dalla neghittosità altrui [1].
Un bel malloppo, che tanti mi chiedono per non dover dipendere dalle allucinazioni suggerite su Proz, anche per il tipo di approccio multilaterale, ingegneristico-linguistico-finanziario-commerciale, oltre che per mantenere la fama di cane sciolto che mi contraddistingue.

Ecco, ma una volta finito, che succede?

Non esiste un mercato di dimensioni sufficienti perché un editore se ne interessi, specie per la prevalenza dei monsú trovo-tutto-su-internet, che per la impossibilità morale di prezzarlo in modo anche solo simbolicamente remunerativo, lo so già da me che tra i colleghi non c'è trippa per gatti.
E allora? Vado avanti per la gloria, nella speranza che eventuali clienti dopo averlo visto chiamino me e non quella che era nata per tradurre Camões ma per campare deve tradurre i certificati di nascita ?
Chiamano m'selle, ovviamente, perché non chiede venti euro a cartella con un minimo di duecento più le spese, ma 0,001 euro a parola con sconto ripetizioni. E chissenefrega se per lei la powder room è la stanza polverosa.

Metti un link a PayPal, alla tua lista desideri di Amazon , a Buy Me a Cofee, dicono.
Ci sono già - Vi piace quello che scrivo, e magari vi è anche utile? Offritemi un libro, allora -  ma se ne esce sempre uno(a) e risponde ma perché, ti devo pure pagare ? Be' t'ho fatto mezza perizia, potresti dire almeno grazie, ogni tanto; tanti lo fanno, ringraziano e anche di più, ma quegli altri che suggono senza citare (sic) la fonte te lo fanno rodere, alquanto.

Questa non è più solo la death of expertise (rif. Nichols, [2]), ma è la morte della conoscenza, della creatività, del lavoro.

Non è più una questione di costo della cultura, in stile anni settanta, ma dell'esistenza stessa della produzione intellettuale, tanto gia c'è tutto gratis su Internet, c'è l'Ignoranza Artificale (il Bignami di Internet, come l'ha definita Giorgio Parisi) che risponde a tutto.

 

[1] 

Perché quann'uno, caro mio, se vanta
d'esse un omo d'onore, quanno ha data
la parola, dev'esse sacrosanta.
E sia longa la strada, o brutta, o bella,
magara Cristo ha da morì ammazzato,
ma la parola sua dev'esse quella
.
[Cesare Pascarella, La Scoperta dell'America]

[2] Tom Nichols, The Death of Expertise: The Campaign against Established Knowledge and Why it Matters, OUP 2019


giovedì 5 dicembre 2024

Saggi grafici e ludolinguistica [aggiornato]


Nel rilascio di un saggio grafico, si deve sempre ottenere un campione quanto più possibile rappresentativo della identità grafica di un soggetto [vedi anche le note relative alle norme sulla garanzia dei dati personali, ai post precedenti]. Il saggio grafico (o di scrittura, come recita la norma) corrisponde a quello che nel campo scientifico è rappresentato dall’esperimento. Occorrerà allora che il saggio sia organizzato in modo sistematico, stabilendo le condizioni controllate in cui viene effettuato, per evitare che il suo risultato consista in un insieme disordinato e poco significativo di dati [Pietro Pastena, Dizionario di Perize Grafiche, Sulla Rotta del Sole, 2017 - presso l'editore]
In particolare, è necessario avere un campione che sia omogeneo alle scritture in verifica (firme con firme, stampatello con stampatello, e via elencando), omogeneità che deve comprendere anche l'impostazione generale del documento in verifica (assegno con assegno, contratto con contratto, foglio bianco o rigato, etc.). Alcuni modelli sono disponibili sul mio sito, con relativo commento critico.

Interessa in questa nota evidenziare alcuni strumenti che alcuni colleghi ed io abbiamo utilizzato (con successo, dobbiamo dire) per progettare saggi grafici finalizzati a determinati quesiti.
Per ottenere un campione rappresentativo della identità grafica di un soggetto nel quale, in sintesi, siano eseguite tutte le lettere e le combinazioni particolari di lettere dell'alfabeto, nonché alcune eventuali particolarità della scrittura in verifica, si deve allestire un testo che poi si detterà (mai e poi mai far copiare) al soggetto.
Il testo non dovrebbe, almeno nella prima parte, ripetere pedissequamente il testo in verifica, pur contenendo informazioni pertinenti (lettere, gruppi di lettere). Il testo deve essere sintetico, facilmente comprensibile al soggetto, comprendere particolari gruppi di lettere, o una notevole ripetizione delle stesse lettere.

The quick brown fox jumps over the lazy dog era la frase un tempo usata per verificare il funzionamento delle macchine da scrivere, ed ora per valutare la qualità di un font, poiché contiene almeno una volta ognuna delle ventisei lettere dell'alfabeto inglese.
In inglese si chiamano pangrams, tradotto in italiano da Giampaolo Dossena con pangrammi.

Giampaolo Dossena cita come miglior pangramma in italiano Pranzo d'acqua fa volti sghembi, di ventisei lettere (in italiano scolastico le lettere dell'alfabeto sono ventuno) ideato da Salvatore Chierchia.
Per la ripetizione (insistente) di alcune lettere, si può fare ricorso al monovocalismo: La zia era assatanata (Giampaolo Dossena). Assatanata è la parola più lunga, in italiano, contenente solamente la vocale a.

Fonte di tutto questo, la ludolinguistica (anche se qualcuno mal sopporta il termine). Preziosissimo La zia era assatanata - Primi giochi di parole per poeti e folle solitarie di Giampaolo Dossena (Rizzoli Manuali BUR, Theoria, Club degli Editori) reperibile ormai (usato) solo su eBay o su Amazon con un po' di fortuna (nel senso del prezzo onesto).
Altre fonti, ancora facilmente reperibili, ma a cui manca l'effervescenza del tesoretto di Dossena, sono il Dizionario Enciclopedico di Enigmistica e Ludolinguistica - DEEL curato da Giuseppe Rossi per Zanichelli (vedi qui e qua), il Dado e l'Alfabeto - Nuovo Dizionario dei Giochi con Parole, ancora di Giampaolo Dossena questa volta per Zanichelli (vedi quo e ) e salendo di un gradino l'Oplepiana - Dizionario di Letteratura Potenziale, sempre per Zanichelli, ancora in catalogo (vedi quo).
 

venerdì 30 agosto 2024

Хвост Миноса

 

 

Da circa un anno è in distribuzione in Russia una edizione speciale de La Coda di Minosse, limitata alla spedizione al Polo Nord e alla permanenza di Felice Trojani alla Dirigiablestroi e al VUK di Tuscino. La traduzione è di Nataliya Nikishkina e Ekaterina Spirova, con il patrocinio del Museo Krassin di san Pietroburgo.
Nelle anteprime e nelle presentazioni sinora svolte abbiamo visto un grandissimo interesse per il libro e per i fatti che narra, avvenuti tra il 1928 e il 1934; tempi non bellissimi, in Italia e nell'allora Unione Sovietica. 

Speriamo che la storia insegni un po' qualcosa, almeno questa volta.

 

Хвост Миноса (La Coda di Minosse), которая является историей рождения и развития авиации в Италии, в ней рассказывается о поражении на Капоретто в Первой мировой вой- не, о жизни в послевоенной Италии, с описанием событий, которые привели к захвату власти Муссолини, о полярных экспедициях на ди- рижабле Норвегия (где он сотрудничал с организаторами экспедиции), а затем на дирижабле Италия, в которой он стал первым членом экипа- жа, которого пригласил непосредственно Умберто Нобиле во время миссии в Японии. В своей книге Феличе Трояни рассказывает об организации экспеди- ции, перелете через всю Европу, о последнем полете, который закон- чился катастрофой, о днях, проведенных в Красной палатке, усилиях, которые были предприняты для организации экспедиций спасения - мир еще не видел подобного участия людей и средств в спасательных экспедициях – рассказывает о гибели Амундсена, мужествe и стойкости русских, о политических заговорах, которые тем временем разворачи- вались после спасения Нобиле. Фактически, история не заканчивается спасением сначала Мариано и Дзаппи, а потом группы обитателей Красной палатки командой ледо- кола Красин во главе с Самойловичем и Орассом, но продолжается и в истории Нобиле и его противников, в попытке реабилитации имени Нобиле в России, внимания со стороны фашистской политической полиции, рассказывает он и о своем руководстве в ВВС Умбрии, о Второй мировой войне с нацистской оккупацией Рима. Хвост Миноса рассказывает о десятках женщин и мужчин, того времени, о событиях, в которых они были главными героями, ча- сто с такими наблюдениями и замечаниями, которые позже стали ис- точниками информации для многих историков.
Русский перевод Наталии Никишкиной и Екатерины Спировой - редактор Асканио Трояни

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sabato 27 maggio 2023

Qualche risposta ad alcune domande dei Colleghi ...

 
Debbo fare un post con qualche risvolto personale, cosa che non sono abituato a fare, ma vedrete che era necessario per rispondere alle richieste dei Colleghi. 
Da un po' di tempo (prima della pandemia, come idea, da quest'anno 2023 come progettazione effettiva) sto preparando una sorta di versione per Mac e Linux del seminario di Orazio Zingaro Come Lavorare al Meglio con le Immagini Peritali notoriamente focalizzato sui sistemi Winnows
In piena tradizione skunkworks, il progetto è indicato in codice come Orazio per Mac (e Linux), ma la denominazione è sfuggita al riserbo, ed il seminario è ormai colloquialmente conosciuto così anche nel mondo di fuori
Poiché la specificità dei sistemi UNIX semplifica (e non di poco) gli strumenti necessari, per fornire una ulteriore occasione di interesse al seminario, questo è preceduto da una introduzione sul concetto e la pratica della immagine forense. Il seminario si svolge attraverso una serie di filmati on demand, disponibilizzando anche una ragguardevole quantità di materiali (dalle slides alla normativa, e via elencando), come già fatto per il precedente sulla introduzione alla Riforma Cartabia (per periti), ancora disponibile per chi è interessato (http://www.peritare.it/libridelperito/seminari.html). 
Stessa sorte sta subendo il seminario Farsi Pagare, già annunciato al termine del seminario Cartabia.
Il problema - esclusivamente personale - che rende incerta la data di rilascio del seminario, è la mia salute: ho una grave forma infiammatoria della cervicale, con vertigini e quant'altro, che, non bastasse, si interseca con altri miei problemi, quasi impedendomi di lavorare - e vi prego di pensare cosa significa questo per un lavoratore autonomo, privo delle coperture sempre promesse dai politicos e mai avute. 
Un filmato sulle tre ore, da realizzarsi dopo la scelta e la elaborazione dei contenuti, oltre alla preparazione del materiale accessorio da rendere disponibile ai discenti, non è quindi alla portata delle mie correnti capacità. Oggi, proprio non ci riesco
Il seminario si farà, abbiate fiducia nella scienza medica e negli sciamani, ma purtroppo non in tempi brevi; ringrazio Orazio Zingaro per la disponibilità e i colleghi per l'interesse, ma devo pregarli di attendere fino a che io non sia in condizioni, almeno di poco, migliori.
 
 
Continuo, seppur lentamente, a elaborare concetti, ad accumulare materiali, ma non sono in grado di quagliare.
Tra le cose recentemente aggiunte, c'è una interessante risposta ad un quesito che spesso viene preso sottogamba, ma che (come spero di far vedere) consente poi di eviscerare molti concetti di base dell'imaging forense: ma la pellicola è meglio del digitale ?
Una risposta, semplice ed efficace, l'ha fornita il Disinformatico (Paolo Attivissimo) commentando due post dello youtuber Curious Droid, sulle riprese dei lanci della NASA, evidenziando (filmati allo schermo) come le immagini su pellicola delle missioni Apollo fossero superiori alle riprese digitali del lancio dell'Artemis. 
Curious Droid, anche grazie a una istanza FOIA richiedendo il materiale originale, ha però scoperto che la NASA esegue tuttora e sempre le riprese dei lanci su pellicola, Artemis compreso - e pubblica le immagini che dimostrano ictu oculi l'assunto.
Dal punto di vista della qualità dell'immagine, latu sensu, la pellicola è tuttora (e di molto) migliore del digitale, e i motivi della prevalenza assoluta delle immagini da sensore non sono assolutamente in una inesistente superiorità, ma sono legati a ben altre questioni.
[resta comunque da osservare che i filmati di Curious Droid su You Tube sono comunque riversati in digitale, e proprio per i motivi di prevalenza di cui un giorno discorreremo]

 
Nell'intanto, continuo ad alimentare il mio canale Telegram con contenuti che sembrano apprezzati,  così come cerco di continuare a pubblicare i miei libri.

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giovedì 23 marzo 2023

Tito Trojani


Dopo anni di ricerche, grazie anche al lavoro dell'Onorcaduti, sono riuscito a trovare l'Atto di Morte di mio prozio Tito Trojani, fratello di Felice (quello del Polo), Umberto (avvocato, tra l'altri il cassazionista di Mario Bruneri) e Ines (che sposò il maestro Remigio Strinati, nonno dell'oggi ben noto storico dell'arte).
 
Tito Trojani, caporale di fanteria, romano, morì di colera a ventitré anni, dopo averlo contratto presumibilmente in Libia, il 25 Agosto del 1915, nell'ospedaletto da campo stazionato a Villa Blanchis, a sud di Oslavia (GO).
I resti, traslati da Villa Blanchis, non risultano registrati al Sacrario di Oslavia, e quindi sarebbe, presumibilmente, collocato tra gli Ignoti.

Il ritratto di Tito Trojani qui allegato mi è stato gentilmente fornito da una cugina del versante Strinati. Avevo anche tre fotografie del prozio nella divisa coloniale bianca, ma qualcuno se le prese per farci giocare il bambino e non le ha mai restituite - cos'altro aspettarsi del resto da chi non ha mai minimamente partecipato, nemmeno moralmente, a queste ricerche (ma se trovi dei soldi, fammi sapere).
 
 


 

domenica 12 marzo 2023

 

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sabato 11 febbraio 2023

La Tenda Rossa (che Rossa mai fu) torna alla vista del pubblico

Dopo un lunghissimo restauro, ritorna visibile presso il Museo Scienza e Tecnologia di Milano la Tenda Rossa.

 La Tenda Rossa nella sua nuova collocazione tra le Collezioni di Studio del Museo Scienza e Tecnologia di Milano

La Tenda Rossa è la tenda sotto la quale trovarono rifugio i supersiti del Dirigibile Italia, rimasti sul  pack dalle 10:33 del 25 Maggio 1928.
L'Ultimo Volo è descritto da mio nonno, Felice Trojani, ne la Coda di Minosse, ovvero nel c.d. Minossino, L'Ultimo Volo. Un estratto lo potete leggere sul mio sito..

La Tenda fu progettata da mio nonno, dopo aver studiato le tende usate nelle spedizioni polari precedenti, e costruita dalla Ditta Moretti di Milano.
«È di tipo piramidale a bastone centrale, 2,75 x 2,75 m di base e 1 m di altezza, sovrastata da una piramide il cui vertice è a due metri e mezzo dal suolo. Ci si entra per un passo d'uomo circolare di un metro di diametro, con manica di chiusura contro il vento, fondo in seta gommata, intercapedine su tutte le pareti. Le pareti esterne ed il fondo sono di seta grezza, ma le pareti interne sono di seta azzurra, scelta contro l'oftalmia delle nevi, che trasforma l'interno in un ambiente riposante, sereno, quasi idilliaco, che fa dimenticare l'inferno che c'è di fuori.
La tenda, progettata per quattro persone, ne ospiterà invece nove (di cui due ferite alle gambe, Umberto Nobile e Natale Cecioni), Titina, parte della Radio e i suoi accumulatori.
Trojani monta l'asta centrale e drizza la tenda, mentre Mariano e Viglieri piantano i picchetti nel ghiaccio e tendono i venti, caricando i bordi con viveri ed altri pesi. Sul fondo si dispongono i cartoni che contenevano le carte di navigazione, il sacco a pelo tagliato ed aperto su cui vengono distesi Cecioni e Nobile, vicino a loro la stufetta catalittica accesa.»
Ecco, la tenda è di seta grezza, bianca, non rossa.

Un passo indietro: siamo nel 1928, ben lontani dall'altimetro acustico del Gossamer Albatross (derivato dal meccanismo di messa a fuoco della Polaroid, cortesia di Edwin Land) e dagli altimetri moderni. Per valutare l'altezza del dirigibile non sono sufficienti gli altimetri correnti, e si utilizza un sistema più efficiente.
Dalla navicella vengono lasciate cadere delle fiale di vetro, ripiene di fucsina (un colorante rosso-magenta, miscela pararosanilina-rosanilina, oggi utilizzato in istochimica e batteriologia; il nome fucsina è dato in onore dell'industriale Renard, traducendone il cognome in tedesco), e misurando con uno speciale cronometro realizzato a Roma da Hausmann il tempo di caduta, dal rilascio al momento in cui la fiala, rompendosi, colora di rosso il pack.

Per rendere meno invisibile la tenda dall'alto, i superstiti decisero di utilizzare le fiale  di fucsina sopravvissute alla caduta per disegnare sulla tenda un reticolo, assai largo, di linee rosse, come è rappresentto nella tavola che segue, di Walter Molino. Una volta stabilite le comunicazioni attraverso la Radio, i soccorritori seppero del reticolo rosso, ed i giornalisti coniarono il nome, la Tenda Rossa, rimasto come simbolo mediatico.
La luce continua fece svanire le delicate aniline in pochi giorni. Rossa, alla fine, mai lo era stata, tanto da deludere sistematicamente i visitatori che gli facevano visita al Castello Sforzesco.
E il colore, era quello dell'anilina sopravvissuta alla caduta, nonostante alcune fantasiose manifestazioni registrate negli anni, tra cui quella pubblicata su quotidiano Il Tempo dove si leggeva che la Tenda era stata dipinta col sangue dell'orso.

 Dalla Domenica del Corriere del 23 Febbraio 1964, una illustrazione di Walter Molino 
eseguita secondo le istruzioni di Felice Trojani (Roma, Collezione Privata)