Poche settimane fa, la trasmissione "Chi l'ha visto", trattando della scomparsa delle gemelle Alessia e Livia Schepp, mostrava il testo, in italiano, della prima cartolina inviata dal padre, Matthias Schepp, alla moglie.
Un fermo immagine dal servizio è qui riprodotto :
Palesemente non l'originale, ma una immagine finalizzata all'argomentazione televisiva. Osservate la diversità di risoluzione tra scritta e stampato della cartolina, gli allineamenti della scritta perfettamente regolari, l'uniformità delle aste e delle terminazioni, la dimensione
esatta dei puntini delle lettere e dell'ellissi sulla terza riga, la misura dell'interrigo.
Allineamenti,
aste,
terminazioni,
interrigo : lingua da
lettering, da
tipografia, perché di
lettering si tratta, non di scrittura manuale, di
handwriting.
Questa immagine, inoltre, circola solamente in Italia, solo successivamente alla trasmissione
de quo, e non ve n'è traccia nei media svizzeri o tedeschi; provate a cercare con Google Images o con
Tineye.
Non si vedono poi, francobollo, indirizzo del destinatario, timbri postali, ma non essendo una condizione necessaria per l'esistenza dell'oggetto "cartolina postale" (possono essere sull'altra faccia del foglietto, o potrebbe essere stato inviata in busta) teniamolo a parte.
Chiaro, pacifico, convinti ?
Sembrerebbe di no :
Marisa Aloia mi ha segnalato che da un po' di tempo circolano alcune
analisi (
soi-disant)
grafologiche della scritta mostrata a "Chi l'ha visto", assunta
tél quél come scrittura di pugno di Matthias Schepp, e da dette analisi si pretenderebbe di ottenere informazioni sulla personalità e sullo stato emotivo del suicida.
Sembra una paratautologia, ma il campione della grafia che viene esaminata deve certamente appartenere alla persona in esame, non a terzi, magari al giornalista che ha copiato il testo di una lettera che gli è stato impedito di fotoriprodurre, o magari un allestimento scenico a fini televisivi.
Eppure, nel caso di Schepp, dove la scrittura è palesemente generata da un DTP, non da una mano, questo è accaduto.
Iliprandi, Lefebure ? E ched'è ? .. 'n farmaco nòvo?
Convertiamo la nomenclatura tipografica in qualcosa di più vicino alla grafologia: gli allineamenti di base perfettamente regolari e modulati, l'uniformità innaturale del
tratto
, i tratti finali uniformi, la forma
esatta dei puntini delle lettere e dell'ellissi sulla terza riga, l'allineamento innaturale di quest'ultima, la completa sovrapponibilità di gruppi letterali (esempio : il gruppo
ta).
La mano non è una macchina, si legge nelle premesse preconfezionate da tagl'incolla ossessivo-compulsivo che si vedono nelle consulenze di basso livello, e come al solito questa premessa non viene poi applicata nel seguito dell'indagine.
Le lettere sono diverse tra loro, mi dite ?
Dal 2002 (siamo nel 2011, ricordatelo) tutte le librerie di font per computer sono disponibili nel formato
Open Type; tra le altre cose, il formato permette di "ottenere effetti tipografici avanzati".
Uno di tali effetti avanzati è la realizzazione in digitazione delle
legature tra caratteri :
"Nella calligrafia ed in tipografia, una legatura è composta dall'unione di due o più lettere, quasi sempre unite in una forma o glifo.
Le legature di solito rimpiazzano due caratteri che condividono dello
spazio e fanno parte di una categoria più ampia di caratteri chiamata di
forma contestuale, ovvero che assumono una specifica forma a
seconda del contesto nel quale vengono inseriti, ovvero delle lettere
che precedono e seguono oppure degli spazi." (Wikipedia, così si trova subito).
Finalmente si spiega quel misterioso box nei settaggi dei word processor o DTP : "
attiva legature".
Ritorniamo alla cartolina :
ta,
te,
ti,
to,
tu al momento della digitazione vengono automaticamente sostituiti da una forma
legata (in tipografia si chiama
glifo), adatta al contesto:
te, legate in basso,
ta,
to legate in alto col taglio della
t, eccetera.
Una analisi di un font, o comunque di un elaborato grafico, con gli strumenti della grafologia è certamente eseguibile. Si pensi solo alla valenza della impostazione, della direzione, dell'inclinazione, della dimensione, della continuità e della forma : vi siete mai chiesti perché il logo Coca-Cola è ascendente, inclinato, grande, legato, arrotondato, nutrito ?
Niente di nuovo, comunque: cercate lo studio di Manuel Moreno, Grafología y Diseño Gráfico Publicitario.
Non di Matthias Schepp si parli però; al più delle intenzioni comunicative dei grafici e dei sistemisti di Adobe, Monotype, Linotype.
L'attenzione non è qualcosa che di deve applicare solo quando "è esplicitamente richiesto dal quesito".